25 Mar 2026 diritto al pasto, domus assistenza, retribuzioni, vertenza,
Si è tenuto ieri martedì 24 marzo, l’incontro in Prefettura tra Domus Assistenza e i lavoratori e le lavoratrici con mansione di educatore socio-assistenziale per l’inclusione scolastica di bambini e ragazzi con disabilità (cosiddetti PEA-personale educativo assistenziale) seguiti da Fp Cgil e Uil Fp a seguito dell’apertura – da parte delle organizzazioni sindacali – su mandato degli stessi, dello stato di agitazione per il mancato riconoscimento del diritto al pasto agli oltre 300 educatori/trici e per una corretta retribuzione secondo le norme contrattuali e di legge.
Già da febbraio scorso, Fp Cgil Modena e Uil Fp Modena e Reggio avevano raccolto il mandato dai soci e dalle socie lavoratrici della cooperativa di non firmare l’accordo sul riconoscimento del pasto così come proposto da Domus, in quanto limitato solo a determinate casistiche di lavoratori e lavoratrici, ma la Cooperativa ha proseguito sulla propria scelta nonostante la contrarietà manifestata, senza chiarire il numero degli aventi diritto.
“Ieri i lavoratori e le lavoratrici erano presenti al presidio davanti alla Prefettura per dimostrare alla loro Cooperativa che sono stanchi di non essere rispettati e di vedere lesa la dignità del loro lavoro. Ora vogliono risposte concrete” affermano i funzionari sindacali Simona Ugolotti (Fp Cgil Modena) e Alex Scardina (Uil Fp Modena e Reggio).
In Prefettura si è aperto uno spiraglio nel confronto tra lavoratori e controparti, ma la tensione resta alta. Nel corso dell’incontro istituzionale, infatti, è stata decisa la sospensione dello stato di agitazione, a fronte della volontà espressa da Domus Assistenza di proseguire il dialogo a favore del riconoscimento di quanto richiesto dai lavoratori.
Una scelta, quella delle organizzazioni sindacali, condivisa con le numerose decine di lavoratori e lavoratrici presenti ieri in presidio sotto la Prefettura e dettata dal senso di responsabilità e dalla necessità di verificare concretamente le aperture emerse al tavolo prefettizio.
Tuttavia, “il raffreddamento del piano della mobilitazione non deve essere interpretato come un segnale di arretramento sulle rivendicazioni: le richieste dei lavoratori restano ferme e non negoziabili nei loro punti fondamentali” afferma la funzionaria Simona Ugolotti.
Dai rappresentanti sindacali emerge, infatti, con chiarezza un sentimento diffuso tra i lavoratori e le lavoratrici di stanchezza, provati da una vertenza che si protrae da troppo tempo senza risposte esaustive.
“A fronte di una trattativa aperta lo scorso settembre 2025 – pur prendendo atto dell’apertura della Cooperativa – non possiamo ignorare i soci lavoratori che chiedono un riscontro immediato per rispetto della propria categoria. Gli stessi, non essendo più disposti a tollerare ulteriori stalli, confermano la determinazione nel portare avanti le proprie istanze qualora non si giunga a una rapida conclusione del confronto” dichiara Scardina.
La sospensione dello stato di agitazione, dunque, si configura come una tregua temporanea, utile a verificare la reale volontà della Cooperativa di costruire una soluzione condivisa che dia finalmente risposte concrete. Ma il clima resta vigile.
“Al prossimo incontro previsto per il 28 aprile 2026 presso la Prefettura, in assenza di sviluppi tangibili, abbiamo già esplicitato alla Cooperativa che i lavoratori sono pronti a riattivare tutte le forme di mobilitazione necessarie a tutela dei loro diritti. La dignità del loro operato ed il rispetto della loro professionalità sono condizioni imprescindibili nel rapporto di lavoro e sono diritti non negoziabili” concludono Ugolotti e Scardina.
Modena, 25/3/2026





