05 Mag 2026 flc, istituti tecnici, riforma, valditara,
Il sindacato Flc Cgil di Modena conferma l’adesione allo sciopero nazionale indetto per l’intera giornata di giovedì 7 maggio 2026. L’astensione dal lavoro, che riguarderà docenti, personale ATA e dirigenti degli istituti tecnici, è la risposta ad una riforma dell’istruzione tecnica che per il sindacato rappresenta un’ipoteca sul futuro di migliaia di studenti e studentesse e del personale scolastico.
Diversi istituti tecnici della provincia hanno sottoscritto documenti nei quali chiedono di fermare la riformare o quantomeno prorogarla. Ancora più grave è che le famiglie e gli studenti delle future classi prime non sono assolutamente informati, e scopriranno solo a settembre quali saranno le materie di studio del proprio percorso formativo e quante ore settimanali vi saranno dedicate.
Per sensibilizzare famiglie, studenti, personale scolastico e tutta la cittadinanza, la Flc Cgil di Modena organizza, insieme alla Rete degli Studenti Medi, tre momenti di azione informativa:
1) ore 7.30 davanti agli istituti tecnici di Modena e Carpi
2) ore 13 davanti agli istituti comprensivi della provincia
3) ore 15-17 incontro presso la Camera del lavoro di Modena (piazza Cittadella,36)
Al termine dei 3 incontri della giornata, sarà inviato un documento formale al prefetto di Modena con le criticità della riforma rilevate dal territorio, affinché venga inoltrato al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e al Governo.
Perché la riforma dei Tecnici è sbagliata? Perché produce una contrazione eccessiva delle discipline a cui è affidata la formazione culturale generale, a partire dalla lingua italiana: competenza fondamentale per l’integrazione e per accedere da protagonisti al mondo del lavoro.
Sorprende che, dopo milioni di euro spesi per formare i docenti sulle STEM, tale ambito venga compresso da 528 a 297 ore, con una perdita di 231 ore, e trasformato in una generica “Scienze sperimentali”. Peccato che le classi di concorso non siano ancora state modificate e questo ha messo le scuole in gravi difficoltà nel definire i quadri orari del prossimo anno
Il Consiglio Superiore della Pubblica istruzione (CSPI) ha espresso valutazioni fortemente critiche sullo schema di decreto e ha evidenziato innanzitutto il grave ritardo con cui il Ministero sta procedendo, a iscrizioni già chiusi e a soli 4 mesi dall’avvio del nuovo scolastico.
Modena, 5.5.26


