CRISI ENERGETICA E COSTI PER I LAVORATORI: URGENTE UN CONFRONTO CON ISTITUZIONI ED IMPRESE, NON BASTANO LE MISURE SULLE ACCISE

28 Ago 2026 caro carburante, cgil cisl uil modena, crisi energetica, imprese, modena, tavolo di confronto,

“Cgil, Cisl e Uil chiedono che, attraverso la contrattazione territoriale, istituzioni e imprese, comprese le multiutility pubblico-private, si facciano carico dell’impatto gravissimo del caro-carburante sui lavoratori. La situazione è destinata a peggiorare: da metà settembre, con la riapertura delle scuole e la piena ripresa delle attività, aumenteranno gli spostamenti per esigenze lavorative e familiari e con essi le spese”.
Così Alessandro De Nicola (segretario generale Cgil Modena), Rosamaria Papaleo (segretaria generale Cisl Emilia Centrale) e Roberto Rinaldi (coordinatore Uil Modena) intervengono sul caro carburanti, chiedendo al territorio protagonismo e responsabilità.
Fino al 5 settembre l’Esecutivo ha prorogato il taglio delle accise, ma per i sindacati non basta. “Per un lavoratore modenese tipo che percorre 40 chilometri al giorno per andare e tornare dal lavoro, il caro-gasolio vale oggi circa 103 euro al mese. Un anno fa erano circa 79 euro. Con uno stipendio netto di 1.500 euro, il 7% della busta paga viene assorbito dal solo carburante necessario per andare in ufficio o in fabbrica – incalzano i tre leader sindacali –. È inaccettabile e dobbiamo prepararci anche all’impennata dei costi del gas prevista per l’autunno-inverno”.
Serve, quindi una piena assunzione di responsabilità, riconoscendo che i problemi al distributore non finiranno il 5 settembre. “Gli stessi ministri ammettono che si tratta di un fenomeno inflattivo di lungo periodo, ma ci si ostina a non mettere in campo misure più decise per le famiglie, come la tassazione degli extraprofitti delle aziende che hanno realizzato grandi utili grazie al costo dell’energia”, proseguono Cgil, Cisl e Uil.
Le risorse messe a disposizione da Governo, Regione e Istituzioni territoriali vengono giudicate insufficienti. “Al costante aumento dei carburanti si sommano l’aggiornamento delle tariffe, le bollette che cresceranno nei prossimi mesi e i costi dell’elettricità di luglio e agosto, quando le temperature elevate hanno imposto alle famiglie un maggior ricorso all’aria condizionata”.
Per contrastare questa “tempesta perfetta” sui bilanci familiari, i sindacati indicano la contrattazione territoriale e chiedono a Provincia e Comune di Modena di “convocare urgentemente un tavolo con organizzazioni sindacali e associazioni datoriali per definire soluzioni concrete, coinvolgendo tutti gli attori economici: imprese, istituti di credito, società partecipate e le realtà in grado di concorrere a una risposta territoriale coesa”.
Tra le proposte c’è lo smart working per chi svolge mansioni impiegatizie, progettistiche o comunque compatibili. “Sappiamo che nel privato e talvolta nella Pa esiste ancora diffidenza, ma la situazione è pesante. Chiediamo ai datori di lavoro di non limitarsi ad aspettare che il problema passi. Siamo pronti a un confronto operativo anche per ridefinire, dove possibile, turni e organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti senza compromettere le esigenze produttive”.
Cgil, Cisl e Uil chiedono inoltre di rendere operative le figure dei mobility manager aziendali e di valutare risorse delle imprese per finanziare gli abbonamenti al trasporto pubblico locale dei dipendenti. “Non è una misura astratta, ma l’estensione del modello dell’accordo siglato con il Comune di Modena, grazie al quale, su richiesta di Cgil, Cisl e Uil, è stato neutralizzato l’aumento degli abbonamenti Seta per il prossimo triennio. È un’occasione di sostegno a famiglie e lavoratori che va sfruttata pienamente”, concludono De Nicola, Papaleo e Rinaldi.

Modena, 28 agosto 2026

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