18 Set 2026 cgil, cgil emilia romagna, cgil modena, patto per il lavoro il clima e l'economia sociale, regione emilia romagna,
Si ribadisce il metodo del confronto preventivo tra istituzioni e parti sociali per uno sviluppo basato sulla qualità del lavoro, per una maggiore sicurezza, per il contrasto al caporalato, per un welfare universale e per un’economia sociale come nuova leva di crescita.
Per la Cgil Emilia Romagna si tratta di un patto importante nel metodo e nel merito
- nel metodo, sancisce il principio del confronto preventivo tra istituzioni, sindacati, organizzazioni datoriali e associazioni della società civile. Un metodo di partecipazione e democrazia che consente di affrontare in anticipo le grandi scelte che riguardano il territorio;
- nel merito, afferma con chiarezza che non può esserci sviluppo senza difesa e senza qualità del lavoro, e che occorre salvaguardare professionalità e competenze, anche di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla sovranità tecnologica.
Tra i punti per noi qualificanti ci sono
- l’attenzione alle politiche di genere, il rafforzamento e la generalizzazione, anche a livello provinciale, dei tavoli di crisi per la salvaguardia occupazionale;
- il contrasto a illegalità, caporalato e sfruttamento, con una qualificazione delle filiere degli appalti;
- il principio della sicurezza sul lavoro come valore non negoziabile;
- la riaffermazione di un welfare pubblico e universalistico;
- un’idea di istruzione e formazione come motore di crescita sociale, prima ancora che economica.
Rispetto al patto del 2020, nato in piena emergenza pandemica e ormai superato dai tempi, si introduce un salto culturale importante: l’economia sociale come “terza gamba” accanto a sistema pubblico e mercato, capace di redistribuire benessere e opportunità, con attenzione sia alle fragilità individuali – pensiamo agli inserimenti lavorativi – sia a quelle territoriali, come le aree montane e interne della regione.
Dal patto discenderanno tavoli specifici su trasporti, energia, nuova legge urbanistica e strategia regionale per la logistica, permettendo alla Regione di legiferare e allocare fondi con anticipo, avendo ancora davanti circa due terzi di legislatura. Il testo sarà ora sottoposto a un percorso di validazione democratica delle nostre strutture, perché sia conosciuto, vissuto e praticato come autentico strumento di partecipazione da lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, produttori e cittadini di questa regione.
- Il documento (fonte: Regione Emilia-Romagna)
- I firmatari (fonte: Regione Emilia-Romagna)
Gli accordi regionali sottoscritti nel 2015 e nel 2020

