26 Ott 2026 agenzia entrate, cgia, comuni, evasione fiscale, lotta evasione fiscale, riforma fiscale,
I dati della fondazione CGIA di Mestre relativi alle collaborazioni tra Comuni e Agenzie dell’Entrate sul recupero delle somme da chi evade il fisco, fotografa una situazione che purtroppo non ci sorprende, ma che invece conferma i nodi irrisolti del sistema di contrasto all’evasione fiscale anche a livello territoriale.
Le motivazioni che spiegano i risultati marginali finora ottenuti dai comuni – solo 12 su 47 in tutta provincia – in questo campo sono diverse e hanno radici strutturali.
Innanzitutto, va considerato che le indagini e gli accertamenti finalizzati al recupero fiscale sono procedure complesse. L’Agenzia delle Entrate richiede giustamente, segnalazioni molto circostanziate, puntuali e basate su istruttorie solide. Per fare questo servono competenze specifiche e personale adeguamene formato; nel corso degli anni, a causa dei limiti alle assunzioni, dei blocchi del turn-over e dei tagli imposti agli Enti locali, i Comuni hanno progressivamente depotenziato questa capacità operativa.
Una possibile risposta per superare questo ostacolo risiede nella valorizzazione delle unioni dei Comuni, attraverso la gestione in forma associata dei servizi dedicati al recupero dell’evasione. Associare all’interno delle Unioni queste funzioni consentirebbe ai comuni che dispongono di professionalità specifiche di metterle a disposizione dell’intero territorio.
Occorre però chiarire che, sebbene i Comuni possono dare un contributo prezioso, non si può pensare di scaricare interamente sulle loro spalle la responsabilità del contrasto all’evasione.
La risposta primaria deve essere un input forte a livello nazionale e una politica fiscale coerente.
A frenare la collaborazione degli enti locali contribuisce un continuo cambio normativo sulle quote di recupero a loro spettanti, oscillante negli anni dal 30%, al 100%, per poi scendere al 50% e subire ulteriori modifiche. Servono stabilità e certezze normative, in questi anni messe a dura prova da una politica fiscale nazionale che ha continuato a depotenziare la lotta all’evasione. La stessa Presidente del Consiglio parlava di “pizzo di Stato”.
Il contrasto alle disuguaglianze passa anche da una politica fiscale equa e dal contrasto all’evasione anche a livello locale, ma serve inoltre una più complessiva e strutturale riforma fiscale, capace di rivedere in modo organico la tassazione sui redditi e sui patrimoni.
Alessandro De Nicola
Segretario Generale Cgil Modena
Modena, 26/10/2026

