05 Mar 2011
Modena, 5 marzo 2011
Il Comune di Modena e La Provincia di Modena, sono stati due degli enti pubblici che per primi si sono fatti promotori, insieme alle organizzazioni sindacali ed alle associazioni di categoria del settore, della definizione ed adozione di un protocollo sugli appalti pubblici che servisse per impedire ad imprese collegate con la malavita organizzata di partecipare ai bandi per le opere pubbliche. Tale impegno è proseguito con il rinnovo e l’aggiornamento del protocollo sugli appalti pubblici che è avvenuto di recente.
Ci pare anche per questo sbagliata, nei modi e nei contenuti, l’iniziativa che stamane ha visto la diffusione di volantini che accusano il Sindaco e l’Amministrazione del Comune di Modena di poca trasparenza nell’assegnazione di un appalto.
Sbagliato nei modi perché si tende a banalizzare un impegno serio e costante, costruito negli anni e che ha visto il coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria, per dotarsi di strumenti di controllo, prevenzione e contrasto alla penetrazione di imprese legate alle mafie nel nostro territorio.
Sbagliato nei contenuti perché l’assegnazione degli appalti non avviene a discrezione, ma sulla base di norme precise, su controlli e certificazioni che devono essere prodotte dalle imprese che concorrono.
La lotta alle mafie dovrebbe vedere tutte le forze politiche impegnate nel contribuire a rafforzare gli strumenti di prevenzione e contrasto, trascinare tutto in polemica non può che fare del danno e mostra come sia poi difficile passare dalle parole ai fatti.
Il nostro territorio è un terreno appetibile per le mafie, quindi serve fare fronte comune contro questi rischi.
Sarebbe importante che esponenti come quelli della Lega, partito di governo, rivolgessero ai propri Ministri la richiesta di maggiori risorse per un contrasto ancora più efficace alla malavita organizzata.
Donato Pivanti, segretario Cgil Modena
Sauro Serri, segretario sindacato edili Fillea/Cgil Modena

