“ALTRIMENTI IL PROBLEMA E' UN ALTRO. E SI CHIAMA RAZZISMO”

27 Apr 2011

 

ALTRIMENTI IL PROBLEMA E’ UN ALTRO. E SI CHIAMA RAZZISMO”

di Arturo Ghinelli

 

A Modena il consigliere comunale della Lega Stefano Barberini ha accusato l’Assessore Adriana Querzè di ostacolare l’integrazione causa l’affollamento in poche classi di tanti “stranieri”.

Antonio Ramenghi, direttore della Gazzetta di Modena, ha scritto un articolo di fondo sul suo giornale domenica 17 aprile, per dare ragione alla Querzè, riprendendo i dati dell’Assessore, secondo i quali i bambini nati in Italia sono in larga maggioranza rispetto agli “stranieri”. Affermando:- Sbaglierò, ma per me nessun bambino come nessun vecchio è straniero. A dir la verità nessun uomo dovrebbe esserci straniero-

Mentre non è la prima volta che l’Assessore all’istruzione del Comune di Modena difende le politiche di integrazione dell’Amministrazione verso tutti i bambini, è la prima volta che il direttore di un giornale locale prende posizione per chiarire che quei bambini sono i nuovi italiani, almeno quelli nati in Italia. Anche se la nostra legge non li riconosce la stessa ministra Gelmini ha dovuto ammettere che nel conto del 30% non andavano messi i bambini nati in Italia, che nelle elementari modenesi sono 153 sul totale di 261. Perciò non c’è nessun affollamento nelle classi elementari e non esistono impedimenti numerici all’integrazione degli altri 108, a patto naturalmente che anche questi vengano trattati come gli italiani. Altrimenti il problema è un altro. E si chiama razzismo– come ha scritto Ramenghi nella conclusione del suo articolo sulla Gazzetta. Io non dubito della professionalità delle maestre che sicuramente si stanno impegnando per trattare tutti i bambini nel modo migliore. Anzi posso assicurare che molte di loro stanno facendo di più per i bambini nati all’estero, per cercare di applicare l’art. 3 della nostra Costituzione, quando nel II° comma afferma che la Repubblica rimuove gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza dei cittadini. E le maestre sanno molto bene quale grosso ostacolo all’uguaglianza sia la non perfetta conoscenza della lingua italiana, perciò fanno di più per chi a casa parla un’ altra lingua. Hanno imparato la lezioni di Don Milani che “non c’è maggior ingiustizia che far parti uguali fra disuguali”. Dubito molto di più dei genitori che sono sempre più tentati di cavalcare il luogo comune “Il mio dopo resta indietro, perché in classe ci sono molti figli di stranieri” Ma in realtà non esiste questo problema. Il problema è un altro e si chiama razzismo.

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