NIENTE LAVORO MANUALE, SIAMO ITALIANI!

10 Mag 2011

 

NIENTE LAVORO MANUALE, SIAMO ITALIANI!

IL CENSIS: “718MILA STRANIERI” HANNO RIMPIAZZATO MURATORI, MECCANICI, IDRAULICI, ELETTRICISTI”

 

“718mila stranieri in cinque anni hanno rimpiazzato operai, muratori, meccanici, idraulici, elettricisti italiani”. Lo scrive il Censis in un comunicato stampa arrivato subito dopo le dichiarazioni del Ministro Giulio Tremonti sugli italiani sempre meno disponibili a svolgere certi lavori.

 

Dice il Censis che nel 2010 con 8 milioni 357mila occupati il lavoro manuale continua a rappresentare uno dei pilastri del nostro mercato del lavoro, interessando ben il 36,6% degli occupati del Paese. “Si tratta di un universo complesso di mestieri, all’interno del quale si trovano artigiani e operai specializzati (4 milioni 264mila occupati), addetti agli impianti (1 milione 798mila) e lavoratori a bassa o nulla qualificazione (2 milioni 295mila). Tra i lavori più diffusi, vi sono gli addetti alle pulizie (969.580), muratori, carpentieri e ponteggiatori (705.126), autisti e camionisti (588.262), meccanici, gommisti e carrozzieri (511.636), piastrellisti, idraulici ed elettricisti (472.435), operai agricoli specializzati (354.325)”.

“Ma”, sottolinea il Censis, “sono mestieri che gli italiani sono sempre meno disposti a svolgere, lasciando ai lavoratori stranieri nuove opportunità di lavoro e di impresa”. E i dati al riguardo parlano chiaro. “Tra il 2005 e il 2010, infatti, a fronte di un crollo del numero di lavoratori italiani occupati in lavori manuali (-847mila, con un decremento dell’11,1%), aumenta quello dei lavoratori stranieri (+718mila, con una crescita dell’84,5%)”

. Un vero e proprio «effetto sostituzione», constata il Censis, “considerato che, fatti 100 i lavoratori manuali, l’incidenza degli stranieri è passata, nel corso degli ultimi cinque anni, dal 10% al 18,8%, raggiungendo quota 52% tra gli addetti ai servizi di pulizia, il 32% tra gli addetti del settore edile, il 30% tra le figure non qualificate che lavorano nel turismo”.

Non solo gli italiani sono sempre meno disponibili a svolgere certi mestieri, ma tra gli italiani che li svolgono diviene sempre più esigua la componente giovanile. “Tra i lavoratori manuali diminuisce, infatti, la presenza di giovani under 35, che passano dal 34,3% al 27,6%, mentre cresce quella degli over 45, dal 34,2% al 40,2%. Si mantiene stabile la presenza femminile, che risulta ancora minoritaria (24,8%)”.

“Il mercato dei lavori manuali non sembra conoscere crisi”, conclude il Censis, e le previsioni di assunzioni delle aziende lo confermano. Il 43,1% di quelle programmate per il 2010 (vale a dire 238mila nuovi posti di lavoro) avrebbe interessato questa tipologia di lavoratori, e in particolare gli addetti ai servizi di pulizia (su 100 previsioni di assunzione, 8 sono destinate a tali figure), muratori (5%), conduttori di camion e macchine (2,6%). Ma le aziende incontrano difficoltà a reperire le figure necessarie: “sono più di 60mila i posti di lavoro che rischiano di restare vacanti, perché le aziende non trovano persone disposte a svolgere tali lavori o per la scarsa preparazione di quelle individuate. Circa 36mila riguardano operai specializzati, e in particolare muratori in pietra (6.505 posti), meccanici (3.596), elettricisti (3.408), idraulici (2.469), meccanici e montatori di macchinari (2.330); altri 15mila i conduttori di impianti, soprattutto camionisti (2.753) e conduttori di macchine per il movimento terra (1.769); e 9mila lavori non qualificati, tra cui soprattutto personale per le pulizie (4.596)”.

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA CENSIS

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