IL GOVERNO DIMENTICA TOTALMENTE NEL “PIANO CASA” E NEL DECRETO “ANTI-CRISI” IL PROBLEMA AFFITTI

02 Dic 2008 sunia,

Modena, 2 dicembre 2008

 

 

Il Governo si rifiuta di vedere che in Italia i lavoratori e i pensionati che pagano l’affitto non riescono più ad andare avanti perché la rata mensile del canone si mangia il 40%-50% del reddito familiare.

Il problema dell’affitto si acutizzerà ancor più per gli effetti della drammatica situazione economica che già sta causando la messa in cassa integrazione di molti lavoratori e la perdita del posto di lavoro per tanti precari.

L’assenza assoluta nel fantomatico “piano casa” estivo di una politica per l’affitto a canone sostenibile, e il silenzio in questo decreto “anti-crisi” rispetto a provvedimenti necessari per aiutare gli inquilini, sono inaccettabili.

Si è intervenuti sui mutui, provvedimento più che giusto e sacrosanto, ma è altrettanto urgente dare un segnale  e delle risposte anche alle famiglie in affitto.

Il SUNIA di Modena ribadisce perciò che servono interventi concreti ed immediati, quali:

          – misure sulla morosità analoghe a quelle sui mutui

  • – aumento delle risorse per il Fondo sociale per il contributo all’affitto
  • – cumulabilità tra contributo affitto e detrazioni fiscali dell’inquilino
  • – blocco degli affitti e degli adeguamenti automatici per fermare la crescente divaricazione tra capacità della domanda e pretese dell’offerta
  • – utilizzo immeditato dei 550 milioni di euro destinati al recupero e alla costruzione di 12.000 alloggi (di cui 195 a Modena), attualmente bloccati dal Governo per indefiniti progetti futuri
  • – intensificazione dei controlli sull’evasione fiscale rispetto alle locazioni in nero.

Il SUNIA riproporrà, in sede di dibattito parlamentare, gli emendamenti necessari per far inserire nella Legge di conversione del provvedimento anti-crisi le misure per sostenere gli inquilini e la politica della casa ad affitto sostenibile.

Il sindacato inquilini chiede anche agli Enti Locali di tenere in considerazione, nella fase di discussione dei bilanci, che vi è la necessità di aumentare il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica, aumentare la quota di partecipazione al Fondo sociale per l’affitto e di rilanciare i canoni calmierati (legge 431/98) tramite l’abbassamento delle imposizioni fiscali e quindi anche dell’aliquote Ici.

Rispetto a questo ci auguriamo che quei Comuni che nel 2008 avevano aumentato l’Ici su abitazioni date in locazione a canone calmierato, decidano per il 2009 una sensibile riduzione di tale imposta. 

 

 

 

 Antonietta Mencarelli, segretaria sindacato Inquilini SUNIA Modena

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