ANCORA COMMERCIALIZZATI PROSCIUTTI STAGIONATI MARCI: A RISCHIO UNA DELLE PRODUZIONI STRATEGICHE DELL’ECONOMIA MODENESE E ITALIANA

20 Dic 2008 flai,

Un altro caso di contraffazione alimentare, di adulterazione e di commercializzazione di prosciutti stagionati e salumi. Un altro caso che coinvolge un azienda modenese, dopo altri accaduti nel giro di poche settimane sempre nella nostra provincia. Un’altra notizia che narra l’ennesimo gesto di qualche spregiudicato “furbetto del taroccamento” che fa “impresa” giocando sulla pelle dei consumatori.

Appunto imprese e imprenditori che fanno affari senza scrupoli e senza etica smerciando salumi marci, ma anche abbassando il costo del lavoro in modo non regolare attraverso l’utilizzo di false cooperative inserite in catene di appalti e sub appalti. Spesso nell’azienda del furbetto, che smercia e lavora prosciutti taroccati o in cattive condizioni igieniche, c’è la pseudo cooperativa che inquadra lavoratori stranieri senza un minimo di formazione professionale e igienico sanitaria. Lavoratori stranieri con un occupazione precaria che per poco più di 5 euro (lordi), senza straordinari, ferie, malattia, infortunio ec.., eseguono tutto ciò che gli viene detto perché, se fanno domande o protestano, il giorno dopo il caporale li lascia a casa!

Certo non sono tutte così le imprese alimentari modenesi, questi criminali per fortuna sono una minoranza. Una minoranza, però, che può distruggere l’affidabilità produttiva di un intero settore come quello della filiera produttiva dei pregiati prosciutti DOP e di rinomati salumi, ma che può anche compromettere la competitività delle imprese che rispettano le regole, le leggi della Repubblica e cercano di produrre con un minimo di eticità.

La FLAI CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali, da anni denuncia pubblicamente il rischio di una degenerazione di uno dei sistemi produttivi più importanti di Modena e dell’Italia. Da anni abbiamo denunciato e segnalato situazioni di illegalità nell’organizzazione del lavoro al Ministero del Lavoro, senza ottenere risposte o riscontri.

Per il sindacato l’organizzazione del lavoro, l’integrità del ciclo produttivo, la formazione di tutti gli addetti e la legalità nel lavoro, sono anch’essi elementi di garanzia per la sicurezza alimentare. Ci abbiamo creduto così tanto che abbiamo cercato di coinvolgere le associazioni imprenditoriali per sottoscrivere un protocollo di intesa, ma abbiamo registrato un assordante indifferenza.

Ora attendiamo che, anche per questa incresciosa vicenda, la Magistratura faccia il suo lavoro. Lo aspetteremo in fiduciosa attesa, come l’abbiamo nell’attendere la partenza del processo sulla colossale contraffazione dei marchi di cosce suine avvenuta nel 2002 presso un importante macello di carne suina in Castelvetro di Modena. Vicenda collegata anche ad un omicidio di un socio lavoratore di una falsa cooperativa di facchinaggio.

Per contrastare i furbetti della contraffazione sarebbe anche auspicabile la stessa giusta determinazione politica che si ha nel perseguire chi, bevendo due bicchieri di vino, mette a repentaglio la vita del suo prossimo.

Una determinazione che, ad oggi, faccio fatica a notare, al di là delle solite dichiarazioni contingenti di condanna. Eppure in gioco c’è il “Made in Italy” di uno dei pochi settori produttivi su cui l’Italia potrebbe rilanciare la propria economia.

Modena, 20 dicembre 2008

Umberto Franciosi

Segretario provinciale FLAI CGIL Modena

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