29 Mag 2012 flai,
865.000 ettolitri – 115 milioni di bottiglie – 180 milioni di fatturato – 130 milioni di patrimonio netto (44,5% attivo) – uve pagate ai soci un terzo in più della media di mercato – controllo totale del gruppo italiano vini ( 250 milioni di fatturato per 95 milioni di bottiglie ) – primo produttore italiano, secondo in Europa, settimo nel mondo – un presidente che dichiara : “ …. Il doc vola nell’export, ed anche i Lambrusco IGT, più economici, vanno via come il vento …”
E’ il quadro di un’azienda in salute, in controtendenza rispetto alla crisi, che ha conquistato la copertina del Gambero Rosso col presidente inserito tra i sette “uomini d’oro” del vino italiano.
Cosa si aspetterebbe una persona di buon senso leggendo un quadro come questo ? Un forte sviluppo dei siti produttivi, un aumento dell’export e, di conseguenza, dell’occupazione! Macché! Evidentemente per ogni uomo d’oro ci sono 28 lavoratori di troppo (tanti sono gli esuberi dichiarati), una fabbrica da chiudere (il sito modenese di via Polonia) , il trasferimento di tre quarti dei lavoratori a Campegine (si sa che siamo tutti per merci a chilometri zero, mentre chi se ne frega se i lavoratori se ne fanno 100-150 al giorno per 1200 euro al mese!), la cancellazione della storia cooperativa del lambrusco modenese.
LA DOMANDA CHE FACCIAMO ALLA CITTA’ E ALLE SUE ISTITUZIONI E’ SEMPLICE :
LO RITENETE GIUSTO ?
Dichiariamo prima che non accettiamo risposte diplomatiche o in politichese , qua non si salvano capra e cavoli :
o si sta con la proprietà e si accetta un ulteriore demolizione della struttura industriale a Modena
o si sta con le lavoratrici e i lavoratori e si chiede la ridiscussione del piano industriale con al centro il mantenimento della produzione e dell’occupazione nella provincia di Modena … niente di più e niente di meno
RSU FLAI-CGIL CANTINE RIUNITE & CIV – MODENA

