CERAMICA NOVA SASSUOLO, PROSEGUE LO SCIOPERO FINO A CHE NON ARRIVERANNO RISPOSTE CERTE SULLE SPETTANZE ARRETRATE

05 Ott 2012 filctem, presidio, sciopero,

Sassuolo, 5 ottobre 2012

Da lunedì 1° ottobre i lavoratori della Nova Ceramica di Sassuolo sono in sciopero con presidio permanente davanti alle sedi dell’azienda, site rispettivamente in via Àncora e in via Sardegna, a causa del mancato pagamento delle ultime 2 retribuzioni.

La Nova Ceramica si occupa di taglio e levigatura e ad oggi occupa 35 dipendenti. I lavoratori della Nova non rivendicano solo il diritto al pagamento delle retribuzioni arretrate, ma anche il pagamento della tredicesima 2011, degli aumenti contrattuali, della malattia e del premio presenza.

“Abbiamo inoltre appreso che l’azienda – spiega Ilenia Gatto della Filctem/Cgil  – non ha provveduto nei tempi stabiliti a fornire i bilanci aziendali affinché l’Inps possa riconoscere ai lavoratori  l’indennità dovuta per avere usufruito del contratto di solidarietà previsto dall’accordo sindacale del 30 gennaio 2012”.

“Oltre al danno anche la beffa, è un atto di superficialità intollerabile, che ci spinge a pensare che troppo spesso ormai i datori di lavoro (anche se non si può generalizzare) si dimenticano che i dipendenti hanno dei mutui  da pagare, le bollette e dei figli da mantenere e da mandare a scuola”, aggiunge la sindacalista della Filctem/Cgil.

Ieri, a mezzo fax, l’azienda ha comunicato al sindacato la messa in liquidazione della Società, “dopo avere ricevuto l’informazione – continua la sindacalista – abbiamo immediatamente provveduto ad inoltrare alla Nova la richiesta di cassa integrazione straordinaria”. “Ci auguriamo che da parte del titolare dell’azienda, il signor Berselli, ci sia la disponibilità ad aprire al più presto le procedure per la Cigs”.

E’ pleonastico sottolineare che da parte del sindacato e dei lavoratori c’è la disponibilità a trovare delle soluzioni rapide affinché i dipendenti, le loro famiglie e i loro figli possano tornare alla normalità visto che ormai da quasi una settimana vivono davanti all’azienda  in attesa di qualcosa che deve ancora arrivare.

Il presidio e lo sciopero continueranno a oltranza finché non arriveranno i pagamenti delle spettanze arretrate e risposte certe sulla Cigs.

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