CIE. SI AL PROTOCOLLO ONU CONTRO LA TORTURA

29 Ott 2012

Il Parlamento ha approvato la ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti del18 dicembre 2002. Prevede visite di organismi indipendenti in tutti i luoghi di reclusione. Esprime soddisfazione il Consiglio Italiano per i Rifugiati. Lamenta, però, che l’Italia non ha ancora un reato e pene specifiche per i torturatori.

“Sono dieci anni che attendevamo questo momento. Finalmente l’Italia si mette in linea con gli altri Paesi nel mondo, sono ben 64 i Paesi che l’hanno già ratificato”, commenta Christopher Hein, direttore del CIR. “Il protocollo ha un valore fondamentale, stabilisce l’istituzione di un’autorità indipendente che possa controllare e monitorare i luoghi di reclusione: dalle carceri, ai CIE, agli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. E inoltre, prevede anche la possibilità per un Comitato delle Nazioni Unite di ispezionare questi stessi luoghi di detenzione. E’ il punto di partenza per parlare di un reale sistema di prevenzione e monitoraggio contro la tortura nel nostro Paese, e le denunce e le testimonianze che negli ultimi anni hanno riempito le cronache ci fanno capire quanto sia necessario”, conclude Hein.

“Rimane, purtroppo, ancora sospesa l’introduzione del reato di tortura, dichiara Fiorella Rathaus, responsabile dei Programmi CIR di riabilitazione e cura per le vittime di tortura. “Dopo la votazione a unanimità della Commissione Giustizia del Senato avvenuta in settembre, la legge si è insabbiata nei meandri delle procedure parlamentari e ora ha davanti un incerto destino. Dobbiamo sottolineare che senza una legge che introduca un reato specifico e punisca chi commette atti di tortura, le azioni di monitoraggio e prevenzione rischiano di perdere molta della loro forza. E’ ora che l’Italia rispetti la Convenzione contro la Tortura che ha ratificato nel lontano 1989: questo trattato ci obbliga a introdurre il reato di tortura. E’ un necessario passaggio di civiltà legislativa”.

http://www.cir-onlus.org/Comunicato%20stampa%2025%20ottobre%202012.htm

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