IL TERREMOTO DEI PRECARI

31 Ott 2012 sisma, sisma 2012,

Modena, 31 ottobre 2012

Nel pieno dell’emergenza terremoto emiliana, il 6 giugno, a una settimana dalla scossa del 29/05/2012, il Governo con solerzia e lungimiranza ha predisposto il Decreto legge 74/2012, da subito operativo, avviando così le procedure di aiuto per le popolazioni terremotate.

Nel decreto in questione, all’art. 15, si parla del sostegno ai lavoratori nell’emergenza e si citano tra gli altri: i lavoratori del settore privato nei confronti dei quali non trovano applicazione le disposizione di sostegno al reddito, oltre ai collaboratori a progetto e ai lavoratori autonomi.

Nel leggere il decreto appare pertanto chiara la volontà del legislatore di aiutare tutti, a prescindere dalla tipologia del lavoro svolto, tanto più che al comma 3 si rimanda a un decreto congiunto dei Ministeri di Lavoro-Economia-Finanza al fine di sbrogliare entro 30 giorni le evidenti problematiche tecniche, utili a trattare allo stesso modo lavoratori con profili previdenziali tanto diversi.

Il sindacato Nidil di Modena, la categoria che nella CGIL si occupa dei lavoratori precari (somministrati e atipici) aveva trovato con soddisfazione nell’articolato del decreto 74 la risposta di sostegno alla categoria dei precari coinvolti nel sisma come, ad esempio, i lavoratori dipendenti che al momento della sospensione causa sisma non avevano ancora maturato il diritto alla cassa integrazione (occorrono 90 giorni di lavoro per averne diritto). Tra questi moltissimi lavoratori in somministrazione e lavoratori parasubordinati (quelli con contratto di collaborazione), a cui spetta un sostegno al reddito per il fine lavoro, ma non per la sospensione dell’attività causa sisma.

Questi lavoratori, somministrati e parasubordinati, in assenza del decreto attuativo (sono trascorsi invano i 30 giorni che scadevano ai primi di luglio), ad oggi non hanno avuto il sostegno e il loro diritto sancito per legge non è concretamente esigibile. Ad esempio, un lavoratore somministrato che è stato costretto a sospendere il lavoro per 3 mesi, ha diritto a un sostegno al reddito di oltre 2.000 euro, sostegno che però ancora non si vede.

Nidil/Cgil raccoglie la voce dei precari, ultimi anche nel terremoto, e chiede al Governo di chiudere questa brutta e burocratica vicenda dando a tutti il giusto sostegno nelle difficoltà, anche se con antipatico ritardo.

Sauro Tondelli Nidil/Cgil Modena

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