27 Nov 2012
di Emilio Teglio
Tra i tanti aspetti del dibattito sui fenomeni migratori e i suoi aspetti interculturali, sta emergendo la riflessione circa il ruolo dei media e l’immagine che delle diverse culture e dei migranti viene trasmessa. Iniziano a circolare ricerche, a diffondersi progetti e buone pratiche, nascono strumenti informativi – specialmente su web – direttamente gestiti da migranti.
Studi recenti sembrano segnalare differenze significative tra media tradizionali e web. Tra le recenti ricerche segnaliamo “Etnie e web. La rappresentazione delle popolazioni migranti e rom nella rete internet”, pubblicata nella collana “I libri del Fondo Sociale Europeo”. La ricerca indaga il ruolo dei mezzi di informazione nella diffusione di pregiudizi e stereotipi basati sull’appartenenza etnica concentrandosi sul web al quale viene riconosciuto un maggior grado di completezza, pluralità, interdisciplinarietà e possibilità di approfondimento. I risultati mostrano come internet – sebbene spesso diffonda sentimenti razzisti – trasmette una rappresentazione meno stereotipata perché fa ricorso a termini tendenzialmente neutri, come immigrato e straniero.
C’è però su internet un problema di percezione e conoscenza delle discriminazioni, che non trovano adeguata visibilità e si nota una tendenza alla loro “normalizzazione/banalizzazione”.
Diverso è il discorso per i mezzi di informazione tradizionali, cartacei e radiotelevisivi, nei quali sono molto presenti, con le dovute eccezioni, pregiudizi e stereotipi, diffusi attraverso un uso superficiale quando non razzista del linguaggio, in particolare nei titoli, e a causa della carenza di approfondimenti e contestualizzazioni. Su questi aspetti è intervenuto un progetto coordinato dal Cospe con il finanziamento dell’Unione Europea, dal titolo “Dialogue Between new citizens”. Il progetto ha consentito un lavoro di scambio e confronto tra 30 giornalisti di 3 paesi europei sulla rappresentazione dell’immigrazione
nei media e un percorso di formazione per giornalisti locali sulla comunicazione interculturale.
E’ stato realizzato un vademecum con analisi, indicazioni e suggerimenti tra i quali: l’invito a evitare sovrarappresentazione dell’immigrazione nella cronaca nera; a non citare l’origine etnica, religiosa o la nazionalità di migranti, richiedenti asilo o rifugiati arrestati nei casi in cui tale informazione non sia essenziale alla comprensione della notizia. Il vademecum suggerisce di avere nelle redazioni una lista di “risorse informative” – esperti di immigrazione, esponenti dei migranti e delle loro associazioni, ecc. Viene sottolineata l’importanza che avrebbe la presenza di giornalisti di origine straniera nelle redazioni, da attivare anche con scambi e borse di studio per giornalisti dei paesi di origine degli immigrati. Il documento contiene anche suggerimenti molto “pratici” come avere aggiornati calendari delle festività delle principali culture presenti sul territorio, curare le informazioni di servizio come gli orari delle funzioni delle varie religioni e riportare i servizi del territorio dotati di mediazione linguistica. Il vademecum chiude con la Carta di Roma, un protocollo deontologico con gli impegni – compresa l’istituzione di un Osservatorio specifico – dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione della Stampa e con un utilissimo glossario di parole importanti nel trattare il fenomeno migratorio.
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