EDILIZIA/VIOLENTEMENTE LA CRISI SCUOTE I PROGETTI MIGRATORI

14 Gen 2013

 

di Ciro Spagnulo e Mohcine El Arrag

La crisi scuote con violenza le costruzioni e a pagarne il prezzo sono soprattutto i lavoratori stranieri, 360 mila nel settore, la cui crescita occupazionale negli ultimi due anni si è arrestata. Per di più, sottolinea il VII rapporto Ires Cgil-Fillea Cgil sui lavoratori immigrati, rappresentano il 33% dei cassa integrati (1° semestre 212), una percentuale enorme se si considera che sul totale degli occupati pesano per il 19,2%. Purtroppo non si vedono segnali di ripresa e quando ci sarà non sarà semplice recuperare il 30% per cento di investimenti persi dal 2008 al 2012, i livelli più bassi degli ultimi 40 anni, e i 360 mila posti di lavoro persi, che salgono a 550 mila considerando l’indotto. Il calo occupazionale, ovviamente, si riflette in una forte flessione del totale dei lavoratori iscritti alle Casse Edili (-19% nel periodo 2008-2011 pari a circa 130.000 iscritti considerando i soli operai) e nelle ore effettivamente lavorate, calate di circa il 24%.

Come sempre, il rapporto racconta anche le condizioni di lavoro. Al riguardo, arrivano scontate, amare riconferme. L’utilizzo della manodopera straniera si concentra nelle attività più dequalificate e inoltre guadagnano in media 133 euro mensili in meno dei loro colleghi italiani, con punte di 195 euro per i manovali. Addirittura, nel corso degli ultimi quattro anni la forbice del differenziale retributivo tra italiani e stranieri si è ulteriormente allargata passando dal 4,1% del 2009 al 10,5% del 2012. Il rapporto sottolinea anche l’aumento della componente irregolare, inclusi i falsi part time e le forme di lavoro autonomo sospette. Altra amara riconferma, quello delle costruzioni risulta essere il settore con il maggior rischio di infortunio, soprattutto per gli immigrati, pessimo primato avvalorato dai dati Inail.

Per la prima volta Ires e Fillea hanno ascoltato direttamente i lavoratori sull’impatto della crisi e le condizioni di lavoro mediante la somministrazione di un questionario.

Rispetto alla crisi, la maggior parte egli intervistati dice che le retribuzioni si sono abbassate e che le condizioni di lavoro sono peggiorate, con crescita di lavoro nero e allungamento degli orari di lavoro. Hanno paura di lavorare in condizioni ulteriormente difficili e pericolose e di divenire ulteriormente ricattabili, ma soprattutto, comprensibilmente, hanno paura di perderlo, il lavoro.

La crisi influisce anche sul progetto migratorio, sul quale il rapporto propone una riflessione: “Infine, alcune considerazioni più generali su cui sembra opportuno aprire una riflessione, ci giungono in riferimento agli effetti che la crisi sta avendo nella vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Oltre ad una inevitabile contrazione dei consumi (effetto delle retribuzioni più basse), l’accento va posto sul ripensamento del progetto migratorio. Un effetto davvero destabilizzante che ci offre scenari ancora incerti e poco studiati: da un lato, infatti, c’è il rischio di perdere forza lavoro (presumibilmente la più formata e qualificata) pronta ad emigrare in altri paesi o a far ritorno nel paese d’origine depauperando il bacino professionale del settore, dall’altro c’è il rischio di costringere una fetta importante delle cosiddette ‘seconde generazioni’ ad abbandonare il proprio percorso formativo per sostenere il reddito dei genitori con lavori ancora più dequalificati e meno pagati, con la possibilità di dare origine a forti tensioni sociali nel prossimo futuro”.

Dall’indagine emerge, infine, una significativa domanda di crescita, di formazione e di diritti.

http://www.filleacgil.it/nazionale/index.php?option=com_content&view=article&id=3385:edilizia-presentato-a-roma-il-vii-rapporto-fillea–ires-sui-migranti-nelle-costruzioni-video&catid=54:comunicati&Itemid=146

http://www.filleacgil.it/nazionale/index.php?option=com_content&view=article&id=3385:edilizia-presentato-a-roma-il-vii-rapporto-fillea–ires-sui-migranti-nelle-costruzioni-video&catid=54:comunicati&Itemid=146

http://www.filleacgil.it/nazionale/accordi/all_274.pdf

http://www.filleacgil.it/nazionale/accordi/all_275.pdf

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