NUOVO GOVERNO: LE PRIORITA' DELLA CGIL

27 Mar 2013

Nell’incontro svoltosi nei giorni scorsi tra le delegazioni di CGIL, CISL e UIL e il Presidente del Consiglio incaricato Pier Luigi Bersani, Susanna Camusso ha illustrato le proposte della CGIL per il nuovo Governo. Per la Cgil “il recente voto elettorale del Paese ha determinato una situazione tripolare che conferma un Paese diviso, che ha rappresentato il rancore e l’insofferenza sociale di tanti elettori esprimendo così, accanto alla sfiducia, la bocciatura delle politiche fatte, a partire dall’austerità”. In particolare, per la Cgil “il voto si è svolto, nel sesto anno della crisi, in un Paese profondamente diviso e in una condizione di emergenza sociale” che vede le condizioni delle persone peggiorate per reddito, servizi, previdenza, precarietà, la disoccupazione crescere e una progressiva riduzione delle coperture degli ammortizzatori, a partire dalla deroga, per le scelte del Governo tecnico.

“Il voto parla innanzitutto all’Europa”, afferma la Cgil, “ed alle sue politiche rigoriste, che hanno approfondito la recessione ed hanno contribuito a determinare processi di vera e propria deindustrializzazione. Il voto, pur nella sua complessità, conferma la necessità di un governo di cambiamento, iniziando dalla rimessa in discussione della politica economica e di quadro dell’Europa”. Inoltre ha bocciato “con chiarezza” l’esperienza del governo tecnico.

Al Presidente del Consiglio incaricato la Cgil ha ribadito che la priorità è il lavoro. “Le priorità sul lavoro devono trovare risposte immediate ed urgenti dall’attuale governo, a partire dagli adempimenti di leggi già in vigore quali il finanziamento degli ammortizzatori in deroga e l’estensione dei contratti di solidarietà espansivi e difensivi, la soluzione per gli “esodati”, la stabilizzazione dei lavoratori precari dei settori pubblici, il pagamento dei crediti alle imprese ma anche una politica industriale che rilanci investimenti e che provi a risolvere le tante vertenze aperte”. Ha inoltre sottolineato la necessità di rilanciare gli investimenti pubblici “che potrebbero anche derivare da una revisione del Patto di Stabilità dei Comuni” e poiché ” le tre scadenze in arrivo -TARES – IMU – aumento dell’IVA- rappresentano un carico economico insopportabile per i redditi da lavoro e da pensioni” chiede la cancellazione dell’IMU sulla prima casa fino ad un valore di mille euro.

Le politiche nazionali, sostiene ancora la Cgil, dovranno affrontare due emergenze drammatiche su “diritto allo studio” per le giovani generazioni e l’aumento della povertà, in particolare della popolazione anziana, dei nuclei familiari con minori e con fragilità sociali.

La Cgil ha parlato anche dei diritti dei migranti.

http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=20767

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