RUSSIA. CONSIGLIO D'EUROPA CONTRO REPRESSIONE LGBT

09 Apr 2013

Il Pd Luciano Vecchi, in qualità di membro del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, ha presentato una interpellanza che ha provocato una prima presa di posizione dello stesso organismo europeo di condanna nei confronti della repressione in corso nella Federazione russa contro i cittadini omosessuali, bisessuali o transessuali.

“Finalmente, dopo molte sollecitazioni, anche dal Consiglio d’Europa parte un primo segnale di denuncia nei confronti della repressione che, nella Federazione russa, si sta compiendo contro i cittadini omosessuali e LGBT e le loro associazioni”. Così ha dichiarato Luciano Vecchi, consigliere regionale Pd dell’Emilia-Romagna e membro del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa. Il segretario generale del Consiglio d’Europa (organizzazione che riunisce tutti i Paesi del Continente, Russia compresa) rispondendo ad una interrogazione sul tema della “legislazione discriminatoria contro i cittadini LGBT in Russia”, presentata proprio da Luciano Vecchi, ha infatti dichiarato che essa è “non conforme alla Dichiarazione Europea dei Diritti dell’Uomo”, che “qualora adottata violerebbe i principi di libertà di espressione ed associazione che devono essere garantiti a tutti i cittadini” e che “occorre evitare che la Duma – il Parlamento russo – la adotti definitivamente con una seconda lettura”. “Si tratta solo di un primo ma pur importante passo – ha affermato Luciano Vecchi – E’ necessario bloccare l’adozione di una legislazione che considera reato, punibile con il carcere, anche la sola espressione di “tolleranza” nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali o transessuali e che incita la prosecuzione delle inaccettabili violenze a cui gli individui e le comunità LGBT sono sottoposti in Russia”. “Sul tema della non discriminazione in base all’orientamento sessuale – ha concluso Vecchi – il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa adotterà, nei prossimi mesi, una raccomandazione che avrà un impatto in tutti i 47 Stati aderenti al Consiglio d’Europa”.

Sono 76 i Paesi del mondo che prevedono sanzioni penali per atti sessuali consensuali tra persone dello steso sesso e sette quelli in cui sono punibili con la morte (Iran, parte della Nigeria, Sudan, Yemen, Arabia Saudita, parte della Somalia, Mauritania). Ma si scappa da 104. Non esistono dati certi, però si stima che ogni anno nell’Unione Europea sono 10 mila le richieste d’asilo da parte di persone LGBT (leggi anche http://www.cgilmodena.it/focus-immigrazione-e-lgbtiquestione-di-status-e-si-scappa-da-104-paesi.html ).

http://www.pdmodena.it/index.html?idpg=7&id=3488

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