LEGGE DI STABILITA': ENORMI RISORSE PUBBLICHE AL SISTEMA BANCARIO CHE SCHIAFFEGGIA I PROPRI LAVORATORI E LAVORATRICI

12 Nov 2013 fisac, mobilitazione, sciopero,

La legge di stabilità prevede nuovi aiuti agli istituti di credito, riducendo drasticamente il loro carico fiscale nei prossimi anni e rispetto alla normativa precedente scende da 18 a 5 anni  la deducibilità fiscale dei crediti.

Ne beneficeranno, come una vera manna dal cielo, le banche colpite dal boom delle sofferenze, che sono ormai a quota 133 miliardi di euro.

Lo sconto fiscale sarà complessivamente di 17,2 miliardi !!!

Parallelamente all’iter della legge di stabilità, è stato istituito un comitato di esperti per valutare la possibilità di rivalutare a prezzi di «mercato» le quote azionarie della Banca d’Italia possedute dalle singole banche, ipotizzando, inoltre, un’aliquota ridotta per l’imposta sulle plusvalenze che ne deriverebbero. A livello di sistema si stima che le banche potrebbero portare a casa fino a 7 miliardi di plusvalenze. Non poco senza fare nulla !!!

Di fronte a tali impegni finanziati con risorse pubbliche, era legittimo aspettarsi che il Governo imponesse alle banche un diverso atteggiamento sull’erogazione del credito e verso i dipendenti. Viceversa, gli istituti di credito italiani hanno disdetto il contratto nazionale, hanno proposto per ogni istituto un contratto “a la carte”, hanno disdetto il fondo di solidarietà di categoria, che ha gestito senza traumi più di 50 mila «esuberi».

Inoltre continuano a negare l’evidenza delle loro responsabilità se Antonio Patuelli, alla  giornata del Risparmio afferma che: “Bisogna dire basta all’ingenerosa e preconcetta demonizzazione che cerca di scaricare ingiustamente sulle banche italiane la responsabilità per una crisi economica che viene anche geograficamente da lontano”.

Dimenticano di dire che sono loro i protagonisti degli errori del passato per i prestiti concessi  con criteri discrezionali, senza limiti nell’uso del denaro e orientati spesso più da amicizie e legami clientelari che da un corretto merito creditizio. Sono loro che stanno generando una perdita di 42,1 miliardi di sofferenze.

Quindi chi paga???

Stanno pagando le imprese e le famiglie che hanno subito tra il 2011 e il 2013 una contrattura di erogazione del credito pari a 78 miliardi di euro.

Stanno pagando i dipendenti bancari attraverso la demolizione del CCNL e del Fondo di Solidarietà considerati solo come costi insostenibili e unici capri espiatori delle loro incapacità.

Lo sciopero riuscitissimo del 31 ottobre è stata una forte e inequivocabile risposta della nostra categoria, conscia e consapevole delle responsabilità proprie e di quelle altrui.

Altrettanto convintamente tutti noi siamo tenuti a proseguire la mobilitazione e aderire allo sciopero del 15 novembre perchè venga spronato il Governo e il Parlamento ad assumere le iniziative di propria competenza per ricondurre gli istituti di credito ad un comportamento più consono al loro ruolo ed alle loro responsabilità economiche e sociali, nonché affinché siano ritirate le disdette del contratto nazionale di lavoro e del fondo di solidarietà della categoria.

15 NOVEMBRE 2013: SCIOPERO NAZIONALE
LE PRIME 4 ORE DELL’ORARIO DI LAVORO
ORE 9 CONCENTRAMENTO PIAZZA S. AGOSTINO
ORE 10.30 COMIZIO LARGO S. GIORGIO (fronte Accademia)

Segreterie territoriali e provinciali di Modena
Fabi Fiba-CISL Fisac-CGIL Uilca-UIL

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