DIRETTIVA EUROPEA/LAVORATORI STAGIONALI: PIÙ DIRITTI E MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO

13 Feb 2014

I lavoratori stagionali provenienti da paesi terzi potranno beneficiare di migliori condizioni di vita e di lavoro – incluso un alloggio adeguato e un limite all’orario lavorativo – grazie alla legge approvata nei giorni scorsi dal Parlamento europeo. La nuova normativa, la prima a livello UE per questa categoria di lavoratori, mira a porre fine allo sfruttamento e a impedire che i permessi di soggiorno temporanei diventino permanenti.

La Commissione europea stima in oltre 100.000 i lavoratori stagionali di paesi terzi che ogni anno entrano nell’UE.

Le nuove regole non pregiudicano il diritto degli Stati membri di decidere quanti lavoratori stagionali ammettere sul loro territorio. Ogni Stato membro dovrà, infatti, fissare una durata massima di permanenza per i lavoratori stagionali, compresa tra i 5 e i 9 mesi su un periodo di 12 mesi. Nel rispetto di detto limite temporale, i lavoratori stagionali potranno estendere i loro contratti o cambiare datore di lavoro.

Con queste nuove regole “abbiamo cercato di inviare un messaggio ai datori di lavoro diligenti di continuare a fare quello che stanno facendo, ma abbiamo detto ai datori di lavoro cattivi che è necessario disporre di norme minime a tutela dei lavoratori stagionali. Non si tratta di diritti solo sulla carta, essi permettono effettivamente una certa flessibilità, essenziale perché i lavoratori non siano trattati alla stregua di merce, ma come esseri umani”, ha dichiarato il relatore Claude Moraes (S&D, UK), nel dibattito che ha preceduto il voto.

“Questo è il primo dossier sull’immigrazione legale dopo il Trattato di Lisbona e dovremmo esserne orgogliosi, perché – anche se non può ovviare a tutti i problemi dei lavoratori stagionali vulnerabili e allo sfruttamento cui assistiamo in continuazione nell’intera UE – siamo riusciti a infrangere una barriera e con grande consenso”, ha aggiunto.

Contratto di lavoro e alloggio adeguato-Sulla base dell’accordo tra PE e Consiglio, qualsiasi richiesta di soggiornare sul territorio comunitario come lavoratore stagionale dovrà includere un contratto di lavoro o un’offerta vincolante di lavoro, che specifichi, tra l’altro, la retribuzione e l’orario di lavoro. Su richiesta dei deputati, la domanda dovrà inoltre essere accompagnata dalla prova che il lavoratore stagionale disporrà di un alloggio adeguato. Qualora fosse il datore di lavoro a fornire l’alloggio, l’affitto non potrà essere eccessivo o automaticamente detratto dallo stipendio del lavoratore.

Parità di trattamento-La normativa sancisce che i lavoratori stagionali extracomunitari avranno gli stessi diritti dei cittadini dell’UE per quanto riguarda l’età minima lavorativa, la retribuzione, il licenziamento, l’orario di lavoro, le ferie, la copertura sanitaria e i requisiti di sicurezza. Godranno inoltre del diritto di iscriversi a un sindacato, all’accesso alla sicurezza sociale, alla pensione, alla formazione, alla consulenza sul lavoro stagionale offerto dagli uffici di collocamento e da altri servizi pubblici, ma non all’edilizia residenziale pubblica. Le nuove norme agevoleranno, inoltre, il reingresso dei cittadini di paesi terzi nello Stato membro interessato.

Sanzioni-Nell’eventualità i datori di lavoro non assolvessero ai loro obblighi, incorrerebbero in sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive”, incluso un obbligo di risarcimento al lavoratore stagionale in questione. Anche i subappaltatori possono incorrere in dette sanzioni. Ai datori di lavoro, infine, potrebbe essere imposto il divieto nel futuro di impiegare lavoratori stagionali.

Procedure più rapide per il reingresso-Le nuove regole semplificheranno e accelereranno le procedure che consentono ai lavoratori stagionali extracomunitari di tornare nuovamente nell’UE per soggiorni temporanei e di lavoro. Ciò può essere fatto accelerando le pratiche burocratiche per il ritorno dei candidati, dando loro la priorità per l’ammissione o con il rilascio di diversi permessi di lavoro stagionali in un unico atto amministrativo.

Prossime tappe-Gli Stati membri avranno due anni e mezzo per trasporre le nuove regole. (Fonte: Ue)

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