PROTEZIONE INTENAZIONALERECEPITA LA DIRETTIVA QUALIFICA PROTEZIONE SUSSIDIARIA: STESSI DIRITTI

12 Mar 2014

 

L’Italia recepisce con un decreto pubblicato nei giorni scorsi la direttiva 2011/95/UE sull’attribuzione della qualifica di beneficiario di protezione internazionale (Direttiva qualifica).

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) accoglie con soddisfazione, ma al contempo con grande rammarico il decreto di attuazione perché rappresenta un’opportunità mancata.

In particolare, il CIR esprime apprezzamento per il fatto che la nuova normativa supera di fatto la distinzione tra status di rifugiato e protezione sussidiaria, comportando così il riconoscimento degli stessi diritti per entrambe le forme di protezione internazionale.

A tal proposito, lo straniero titolare della protezione sussidiaria si vede rilasciato un permesso di soggiorno la cui validità viene portata da tre a cinque anni, e ha diritto al ricongiungimento familiare alle stesse condizioni dettate dal Testo Unico sull’Immigrazione per i rifugiati.

Inoltre, coloro che beneficiano di protezione sussidiaria ottengono le stesse facilitazioni dei rifugiati in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, dei diplomi, dei certificati e di altri titoli conseguiti all’estero.

L’importanza dell’equiparazione dei due status di protezione internazionale è ancora più evidente se si considera che in Italia la percentuale di coloro che ottengono la protezione sussidiaria costituisce circa il doppio di coloro che ottengono lo status di rifugiato.

Nonostante le novità positive introdotte, il CIR ritiene che il nuovo decreto legislativo sia un’opportunità mancata, in quanto non va ad “intaccare” l’aspetto di maggiore criticità che caratterizza il sistema di asilo italiano: l’integrazione dei beneficiari di protezione internazionale.

Allo stato attuale, migliaia di stranieri una volta riconosciuto lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria si trovano in una situazione di totale abbandono e di forte marginalità, in quanto non avendo più diritto all’accoglienza e privi di mezzi di sussistenza, sono costretti a dormire per strada o in alloggi di fortuna. Purtroppo, l’abbandono sociale di tanti rifugiati, fortemente criticato anche dalle istanze internazionali di difesa dei diritti umani, rischia così di perpetrarsi”, dichiara il Direttore del CIR, Christopher Hein.

Il CIR sottolinea che nonostante il nuovo decreto legislativo preveda – comunque in maniera generale e vaga – che “bisogna tenere conto delle esigenze di integrazione dei beneficiari di protezione internazionale, promuovendo ogni iniziativa adeguata a rimuovere gli ostacoli che di fatto ne impediscono la piena integrazione”, tuttavia il Governo non ha predisposto un fondo ad hoc che permetta di realizzare effettivi interventi e programmi di integrazione.

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