27 Mar 2014
Modena, 27 marzo 2014
Anche dall’Italia è partita in questi giorni una delegazione di Osservatori Internazionali – suddivisi in otto diversi gruppi – con l’obiettivo di seguire ed assistere alla regolarità del processo elettorale che, il prossimo 30 marzo, vedrà l’apertura delle urne per il rinnovo dei Sindaci in tutta la Turchia.
In particolare, sarà oggetto del monitoraggio internazionale di Onlus ed Ong europee, l’intera regione kurda, che si estende ai confini con Siria ed Iraq.
Dopo la trascorsa tornata elettorale del 2009, che ha visto l’affermazione diffusa delle liste e dei Sindaci espressione della maggioranza della popolazione kurda, si è notevolmente accresciuta la tensione poliziesca e militare del governo centrale turco, con centinaia di vittime e feriti e la più forte repressione di ogni manifestazione civile e sindacale.
Particolarmente colpiti i settori dell’informazione, con la chiusura e l’arresto di testate e giornalisti, ed oltre un centinaio di Sindaci di nazionalità kurda, liberamente eletti, ma rinviati a processo e condannati ad anni di carcere.
Il clima di fortissima tensione e di assedio militare, si è ulteriormente aggravato con l’esplosione della guerra civile siriana, che coinvolge ampi territori ai confini con la Turchia, proprio nel pieno della regione kurda.
Le stesse strutture di Osservatori Internazionali che in questi ultimi anni hanno partecipato ed assistito ai clamorosi processi – stigmatizzati anche dalla Commissione Europea – contro le decine di Sindaci, si sono così riorganizzate per monitorare il regolare, libero e pacifico svolgimento delle attuali elezioni.
Osservatori Internazionali costituiti da nuclei di avvocati del forum europeo dei diritti, sindaci, giornalisti, medici e sindacalisti.
Gli otto raggruppamenti saranno suddivisi per operare prevalentemente sulle zone del confine siriano ed irakeno.
Come rappresentante della Cgil modenese, sarò destinato al nucleo che assisterà il voto nella zona di Mardin-Nusaybin, cittadina proprio sul confine con la Siria e recentemente “spaccata in due da un muro di separazione” eretto dalle forze militari.
Franco Zavatti, Cgil Modena e associazione Modena incontra Jenin

