OCMER CAMPOGALLIANO, PRESIDIO STAMATTINA DEI LAVORATORI PER LA PROROGA DELLA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

15 Set 2014 fiom, presidio,

Modena, 15 settembre 2014

Si è svolto stamattina davanti allo studio dell’avvocato Borelli in corso Canalgrande a Modena, il presidio della Fiom/Cgil e dei lavoratori della Ocmer di Campogalliano (in foto), per sollecitare la richiesta di proroga di altri tre mesi della cassa integrazione in deroga, scaduta il 31 agosto.
Lo studio professionale modenese è stato infatti incaricato dall’azienda della presentazione del concordato preventivo per cessazione di attività, nonché di altre pratiche amministrative come l’emissione dei cedolini (buste paga), che essendo fermi al mese di giugno, bloccano di fatto anche l’anticipo della Cig in deroga da parte della banche.

“I lavoratori non hanno percepito l’ammortizzatore nei mesi di giugno-luglio-agosto – spiega Alessandro Cambi della Fiom/Cgil – perché non sono più stati emessi i cedolini da parte dell’azienda, e senza questi non è possibile l’anticipo da parte delle banche, utilizzando il protocollo provinciale per garantire l’anticipo delle mensilità in attesa che l’Inps espleti le procedure”.
Sempre a causa di queste inefficienze amministrative che si protraggono da mesi, e che hanno visto alternarsi diversi consulenti fiscali, i lavoratori non hanno potuto beneficiare dei rimborsi Irpef in sede di dichiarazione dei redditi, e una parte di loro non ha potuto accedere al bonus fiscale di 80 euro pur avendone diritto.

La Fiom/Cgil chiede urgentemente di riconvocare un tavolo in Provincia – più volte attivato in passato sui problemi della Ocmer – per chiedere al liquidatore di Ocmer la proroga della Cig in deroga per altri 3 mesi (sino al 30.11.14). Questa proroga consentirebbe infatti di prolungare la copertura degli ammortizzatori sociali sino all’omologa del concordato.

“Da anni i lavoratori sono tenuti in ostaggio dall’azienda – aggiunge il sindacalista della Fiom/Cgil – Si è infatti determinato il paradosso che lavoratori che già in passato potevano ricollocarsi altrove attraverso la mobilità, non hanno potuto avvalersene per l’opposizione dell’azienda ad attivare la stessa mobilità. E oggi siamo di fronte ad un’azienda che non dà prospettive di lavoro, non si impegna per allungare gli ammortizzatori sociali, e ancora non permette a chi possibilità di ricollocarsi, di andare in mobilità”.

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