IL GOVERNO ATTACCA UNA PRESENZA AMICA E UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER I CITTADINI STRANIERI: I PATRONATI

12 Nov 2014

 

di Ciro Spagnulo

I cittadini stranieri che risiedono in Italia da più anni non hanno dimenticato le file del disonore, quelle che erano costretti a fare davanti alle Questure e agli uffici postali per rinnovare il permesso di soggiorno o regolarizzare la propria presenza con le sanatorie. Si formavano fin dalla notte e duravano ore e ore in qualsiasi condizione climatica. Le caratterizzavano il caos, le tensioni, i malori, le liti, i bagni insufficienti. Costituirono per lungo tempo uno dei simboli dell’inciviltà delle politiche immigratorie italiane. Poi scomparvero. Scomparvero non solo perché le procedure per rilasci, rinnovi e regolarizzazioni vennero rese più agevoli, ma anche perché lo Stato chiese la collaborazione dei Patronati per gestirne una parte. Il salto di qualità fu immediato. Dalle attese sotto il sole o al gelo si passò a quelle più accoglienti negli uffici di questi istituti.

Ma già i Patroni erano al fianco dei cittadini immigrati per la tutela dei loro diritti previdenziali e socio-assistenziali. Per renderli esigibili, per difenderli contro i reiterati tentativi di limitarli, per conquistarne di nuovi. Non bisogna mai dimenticare che le spinte xenofobe e razziste che hanno fortemente caratterizzato per lunghi anni le politiche nazionali hanno spesso portato a limitare la completa equiparazione tra italiani ed immigrati sia nel settore della previdenza che dell’assistenza sociale. Se molte di queste limitazioni oggi non ci sono più, ad esempio nell’acceso alle prestazioni di invalidità o alla social card, è grazie anche ai Patronati, i quali hanno promosso ricorsi e cause.

L’impegno dei Patronati ha riguardato, e riguarda, anche altri aspetti della vita dei cittadini immigrati, come dimostra, per fare un esempio, la class action promossa e vinta dall’Inca Cgil (e da altri) contro i ritardi nella concessione della cittadinanza.

Per i cittadini stranieri, dunque, da sempre i Patronati costituiscono una presenza amica e un punto di riferimento. Oggi, però, il loro operato viene fortemente messo in discussione dai tagli previsti dalla Legge di Stabilità, 150 milioni su un fondo di 420 milioni, che si aggiungono ad altri già operati negli anni scorsi. E’ un fondo, occorre sottolineare, che non viene alimentato con i soldi dello Stato, come subdolamente si tende a far credere, ma con una percentuale dei contributi versati dai lavoratori. Dunque i tagli sono a tutti gli effetti anche un prelievo fiscale nascosto.

Per tutte queste ragioni, e per le tante altre che qui non trovano spazio, ma che si possono conoscere collegandosi al sito dell’INCA CGIL, invitiamo tutti i cittadini stranieri a sostenere le iniziative di protesta organizzate dai Patronati e a firmare la petizione online contro i tagli cliccando qui.

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