COSI’ NON VA! SCIOPERO GENERALE NAZIONALE CGIL-UIL VEN 12 DICEMBRE. A MODENA CORTEO DA VIA EMILIA OVEST/PARCO FERRARI E COMIZIO IN PIAZZA GRANDE

09 Dic 2014 mobilitazione, sciopero,

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Modena, 9 dicembre 2014

“Così non va!” E’ lo slogan dello sciopero generale nazionale di tutti i settori indetto da Cgil-Uil per venerdì 12 dicembre contro il Jobs Act e la Legge di Stabilità, per rivendicare diverse politiche economiche, una vera riforma della Pubblica Amministrazione, il rinnovo dei contratti pubblici e privati.
Anche a Modena, come in tante piazze italiane, venerdì prossimo si svolgerà una manifestazione che chiama a raccolta lavoratori, giovani, disoccupati, pensionati e quanti chiedono al Governo Renzi di cambiare marcia.
E’ previsto il concentramento del corteo alle ore 9 su via Emilia Ovest/altezza Parco Ferrari con partenza alle ore 9.30. Sfilata per le vie del centro storico sino a piazza Grande dove alle 10.30 si terrà il comizio con interventi di Luigi Tollari segretario provinciale Uil Modena-Reggio Emilia e Tania Scacchetti segretario provinciale Cgil. Previsto anche l’intervento di uno studente dal palco. In piazza Grande ci saranno anche i gazebo di associazioni e dei patronati Inca e Ital che continueranno la raccolta firme contro i tagli previsti dalla Legge di stabilità. Gli organizzatori allestiranno anche un piccolo punto ristoro con la distribuzione di the caldo e panettone.
E’ attesa una grande partecipazione alla manifestazione anche considerate le migliaia di assemblee nei luoghi di lavoro e fra i pensionati svolte nelle scorse settimane.

“Il Governo Renzi sta portando avanti un attacco di proporzioni inedite al mondo del lavoro e alla rappresentanza sociale” hanno detto stamattina in conferenza stampa i segretari di Cgil-Uil Tania Scacchetti e Luigi Tollari (in foto).
“Siamo consapevoli del sacrificio che chiediamo ai lavoratori in un momento di crisi come questo, ma quando il Governo non ti ascolta lo sciopero è lo strumento più alto per fare sentire la propria voce e chiedere cambiamenti importanti”  hanno aggiunto Scacchetti e Tollari.
Cgil e Uil sono molto critici verso il Jobs Act che cancella i diritti con le modifiche agli art. 4-13-18 dello Statuto dei Lavoratori (licenziamenti illegittimi, demansionamento, controllo a distanza), non elimina il precariato (“anzi il contratto a tutele crescenti sembra essere proprio la 47^ forma di contratto”), e non prevede risorse sufficienti per rendere universali gli ammortizzatori sociali. Preoccupazione, ad esempio, è stata espressa sulla Cig in deroga destinata ad aziende artigiane- commercio-piccole imprese, che al momento è rifinanziata solo per 5 mesi nel 2015 (per esaurirsi nel 2016), “mentre è stata ampiamente utilizzata in questi anni di crisi per tutelare molti lavoratori non coperti dagli ammortizzatori standard”.
Anche se il Jobs Act è stato appena approvato dal Parlamento, la mobilitazione dei sindacati non si fermerà e continuerà l’azione di contrasto sui Decreti attuativi.

“Il Governo procede con molti slogan – hanno aggiunto Tollari e Scacchetti – ma servono misure concrete per il mondo del lavoro e dei pensionati”. I sindacati chiedono un impegno preciso contro la disoccupazione oggi al 13,3% in Italia, 9% a Modena, 35% quella giovanile.
Nelle piazze d’Italia, il 12 dicembre Cgil e Uil ribadiranno il ruolo della contrattazione come strumento essenziale per tutelare condizioni normative e salariali dei lavoratori, chiederanno il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego fermi da 6 anni.
Positiva la conferma del bonus fiscale di 80 euro, ma i sindacati chiedono che venga esteso anche a pensionati, incapienti e partite Iva per dare risposte a tutte le fasce deboli.
Necessario anche rivalutare il potere d’acquisto delle pensioni: negli ultimi anni hanno perso il 30/40% del potere d’acquisto, mentre il 41% delle pensioni non supera i 1.000 euro. Inoltre a gennaio 2015 i pensionati avranno ben 2 euro di aumento per effetto della perequazione dello 0,3% che viene però in parte abbattuta dalla restituzione dell’indebito dello 0,1% sul 2014, tanto che a gennaio prenderanno di meno che a novembre 2014.
I sindacati chiedono anche una revisione della riforma Fornero che di fatto oggi è fra i principali ostacoli al ricambio generazionale, ostacola l’ingresso dei giovani allungando in modo inaccettabile i requisiti per la pensione. Anche il taglio alle risorse dei Patronati, che il Governo pare essere disposto a dimezzare, rimane inaccettabile perché mette a rischio la tutela gratuita dei diritti dei cittadini.
I Sindacati criticano inoltre i tagli lineari a Enti locali-Province e Regioni che non consentono efficentamento della spesa, ma rischiano di tradursi in tagli di servizi e assistenza ai cittadini.
“Nella Legge di Stabilità non c’è un’idea di politica industriale, che rimane affidata unicamente alle imprese attraverso libertà di licenziamento, sgravi a pioggia, e privatizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico” hanno aggiunto Scacchetti e Tollari.
Cgil-Uil chiedono anche un vero contrasto all’evasione e elusione fiscale, e Scacchetti a nome della Cgil chiede una patrimoniale sulle grandi ricchezze necessaria a recuperare risorse per gli investimenti pubblici e per una riforma fiscale complessiva all’insegna dell’equità.
“Dietro ai provvedimenti del Governo Renzi c’è una negazione inedita delle relazioni sindacali e dei soggetti intermedi, sindacati in primis – hanno aggiunto i sindacalisti di Cgil Uil – non si può cambiare il Paese contro i lavoratori, ma con loro”.

Dai siti web nazionali

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