LAVORO, SCIOLA, CULTURA, SPORT, PARTECIPAZIONE E CITTADINANZA ATTIVA: LE PROPOSTE DELLE SECONDE GENERAZIONI

06 Feb 2015

 

di Arturo Ghinelli

Durante il 2014, in seguito a una call pubblica lanciata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul Portale integrazione migranti, ha avuto avvio l’iniziativa Filo diretto con le seconde generazioni, che ha coinvolto oltre 30 associazioni di giovani di seconda generazione attive su tutto il territorio nazionale. Dal confronto sviluppatosi è nata l’idea di elaborare un Manifesto che raccogliesse le proposte delle seconde generazioni contenente proposte e soluzioni concrete.

Il Manifesto è stato presentato per la prima volta a Roma il 20 novembre 2014, alla presenza del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ed è stato ripresentato nei giorni scorsi a Torino.

Lavoro, scuola, cultura e sport, partecipazione e cittadinanza attiva, questi i temi rispetto ai quali il Manifesto delle seconde generazioni elabora proposte e soluzioni concrete, adattabili alle diverse realtà territoriali e alle esigenze specifiche dei destinatari.

Il Manifesto è stato steso in rappresentanza dei 900mila i minori con cittadinanza non italiana. Sono la generazione involontaria: coloro che si trovano ad essere migranti senza averlo deciso e talvolta senza nemmeno aver migrato. Ecco le rivendicazioni:

1. Promuovere una formazione specifica dei docenti rivolta alla gestione di classi multiculturali.

2. Potenziare le azioni di sostegno scolastico,psicologico e di mediazione linguistico-culturale.

3. Rafforzare il coinvolgimento delle famiglie.

4. Costruire un sistema integrato di orientamento e di transizione scuola-lavoro.

5. Riconoscere e valorizzare le competenze formali e non formali.

6. Incentivare l’internalizzazione del mercato del lavoro.

7. Valorizzare e favorire la conservazione della cultura del Paese d’origine e rafforzare il legame con la cultura italiana.

8. Lo sport:verso una cittadinanza sportiva.

9. Realizzare servizi di informazione sui diritti e le opportunità di partecipazione.

10 Favorire l’associazionismo, la cittadinanza attiva e le pari opportunità.

Scuola

Oltre alla non adeguata conoscenza della lingua italiana, l’insuccesso formativo dei ragazzi con background migratorio è favorito dal titolo di studio della madre che è uno degli indicatori principali per il successo scolastico di tutti gli studenti non solo dei figli di immigrati. Pertanto bisogna potenziare non solo la mediazione linguistico-culturale ma affiancare il lavoro degli insegnanti con l’introduzione di servizi specifici di sostegno scolastico e psicologico, bisogni che non sempre la scuola riesce ad intercettare. Introdurre azioni per mantenere la conoscenza della lingua madre e contemporaneamente corsi di lingua per migliorare le competenze linguistiche dei genitori. Progettare spazi e tempi del doposcuola sia per superare le difficoltà a svolgere i compiti a casa ,sia per arricchire la formazione e le competenze di tutti.

Lavoro

Oltre alle competenze formali acquisite a scuola, la mediazione quotidiana tra i modi di pensare della famiglia d’origine e quelli della società italiana costituisce un valore aggiunto di competenze da spendere nel mercato del lavoro. Per favorire la valorizzazione di questi aspetti occorre che vengano rivisti i protocolli di accoglienza dei servizi pubblici per l’impiego magari coinvolgendo direttamente i giovani nei servizi informativi sul lavoro predisposti per i giovani. L’Italia sconta un ritardo nei processi di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, i ragazzi di seconda generazione possono costituire una risorsa da valorizzare all’interno di questi processi. Lo sviluppo di un database a livello nazionale in cui poter registrare le proprie competenze che possono essere di grande interesse per chi voglia investire all’estero e non abbia la struttura di una multinazionale.

Cultura e sport

Per favorire la conservazione della cultura del paese d’origine sarebbero utili campi scuola estivi dedicati a bambini con lo stesso background. La formazione dei giornalisti e l’utilizzo dei media per incentivare lo sviluppo di spazi media gestiti da giovani di seconda generazione .Va garantito alle persone nate in Italia l’accesso al tesseramento e ai campionati di qualsiasi disciplina e livello.

Partecipazione e cittadinanza attiva

Prerequisito fondamentale è la conoscenza delle opportunità e dei servizi attivi sul territorio. Favorire il rafforzamento delle associazioni G2 attraverso il riconoscimento di crediti formativi ai ragazzi impegnati nel volontariato legato all’integrazione. Gli EE.LL. Mettendo a disposizione spazi comuni favorirebbero il rafforzamento delle reti tra le associazioni,favorendo anche il dialogo tra comunità diverse.

Nel Manifesto manca una undicesima rivendicazione, LA CITTADINANZA, per la quale i giovani di questa generazione involontaria non hanno più parole. Dopo anni di false promesse, non vedono l’ora che arrivi visto che non hanno deciso di migrare e anzi molti di loro non si sono mai mossi dall’Italia che non li riconosce come cittadini.

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