LE COMUNITÀ RELIGIOSE CONTRO LA LEGGE ANTICULTO DELLA REGIONE LOMBARDIA. ANCHE IL VENETO CONTRO LA LIBERTA’ RELIGIOSA

12 Mar 2015

 

ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) e APN (Avvocati per Niente) hanno presentato al Governo, assieme ad importanti realtà cattoliche, musulmane, evangeliche e induiste, la richieste di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la lesione dei diritti nell’ambito religioso a causa dell’entrata in vigore in Lombardia della lr n. 3/2015, detta, impropriamente, “legge anti-moschee”. Aderisce anche la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni.

Si tratta di una legge anticostituzionale che intacca i diritti fondamentali di migliaia di Lombardi di diverse fedi, domandarne la sospensione immediata alla Corte Costituzionale è una richiesta più che legittima” ritiene l’avv. Aberto Guariso dell’ASGI. “Sì può e si deve sospendere questa legge; la materia urbanistica è già disciplinata dalla precedente versione della lr 12 del 2005″ ribadisce l’avv. Marina Ingrascì Presidente di APN. “Milano non può ospitare l’Expo chiedendo ai visitatori di lasciare nei propri Paesi il credo religioso di ciascuno, tanto meno sì può pensare di impedire la preghiera a chi vive in Lombardia” dichiara Davide Piccardo Coordinatore del CAIM (Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza). “La Lombardia non può diventare una regione a “diritto zero” in materia religiosa, agiamo contro questa legge da soli e con le altre realtà religiose” ribadisce il pastore Riccardo Tocco Presidente del COEN (Conferenza Evangelica Nazionale). “Nonostante la stipula di un’intesa con lo Stato Italiano, questa legge intacca i diritti dei nostri fedeli in tutta la Regione” dichiarano Ravicandra e l’avv. Di Maria, rispettivamente Presidenti delle Unioni Induiste di Milano e Roma. Forte e deciso anche il sostengo di importanti realtà cattoliche meneghine che sottoscrivono l’istanza congiunta e condannano fermamente questa legge. Il Presidente della Comunità di Sant’Egidio, Giorgio del Zanna, dichiara “Oggi ci sono sfide nell’ambito dei diritti e della convivenza, noi vogliamo coglierle positivamente e fare un passo avanti, che sia un passo insieme e un passo per gli altri, soprattutto per i giovani” e il Presidente della Casa della Carità, Don Virginio Colmegna, ricorda “promuovere e difendere la libertà di culto è certamente uno dei valori più alti della democrazia”. Così, facendo fronte comune, si domanda al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di impugnare già al prossimo Consiglio dei Ministri la legge lombarda domandandone l’immediata sospensione.

Intanto la legge lombarda fa scuola anche in Veneto. Maurizio Conte, consigliere regionale leghista in Veneto, ha presentato qualche giorno fa una proposta di legge per regolamentare la costruzione di luoghi di culto sulla falsariga di quella lombarda

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