UN ALTRO OMICIDIO SUL LAVORO. UN’ALTRA MORTE SUL LAVORO IN UN MACELLO DI VARESE

21 Giu 2008 flai, infortunio lavoro,

L’INALCA DI CASTELVETRO DI MODENA (GRUPPO CREMONINI) SI FERMERA’, DIECI MINUTI LUNEDI’ 23 GIUGNO, IN SEGNO DI SOLIDARIETA’ MA ANCHE PER DIRE BASTA A QUESTA INTERMINABILE STRAGE!

 

Roberto Gallipani, 24 anni, socio lavoratore di una falsa cooperativa, morto sul lavoro nel pomeriggio di mercoledì 18 giugno 2008 mentre sezionava un capo di bestiame presso il macello RAMA CARNI di Varese. Trafitto al cuore  dalla lama affilatissima del coltello che stava utilizzando, morto praticamente dopo pochi istanti davanti agli occhi dei suoi colleghi di lavoro.

Un altro infortunio mortale di un giovane, morto a causa di questo sistema deregolamentato di appalti e sub-appalti. Morto come i due egiziani, di 24 e 28 anni, “assassinati” il 13 giugno 2008, anche loro appaltati dal caporale di turno, precipitati da una precaria ed insicura impalcatura.

Come RSU FLAI CGIL dell’INALCA ci indigniamo nei confronti di tutti coloro, politici ed imprenditori, che chiedono l’abbattimento del costo del lavoro attraverso ulteriori deregolamentazioni: allungamento degli orari, flessibilità, straordinari e precarietà del lavoro.

Roberto è un morto degli appalti come i due clandestini egiziani. Un lavoratore invisibile di un sistema produttivo che sta andando sempre più alla deriva. Un sistema che gioca la sua competitività affidando parti delle sue lavorazioni, reparti o singole postazioni di lavoro, ad avventurieri senza scrupoli, o meglio, a nuovi caporali.

La RAMA CARNI, da quanto sembra, è un’azienda partecipata da UNIPEG di Reggio E., quindi concorrente dell’azienda per cui lavoriamo e, come tutti i macelli, ha appaltato parti delle lavorazioni a false cooperative.

Un modello ormai diffusissimo, anche presso l’INALCA. Un sistema che permette di pagare meno i soci delle cooperative. Lavoratori che sono soci solo sulla carta, che non hanno diritti, tutele e garanzie per il futuro. Se si ammalano non vengono pagati, non hanno le ferie, un infortunio per loro vuole dire pochissimi euro. Quale addestramento o formazione per questi lavoratori? E’ facile immaginarlo!

Diciamo BASTA a questo sistema e a questi omicidi. Chiediamo a chi di dovere se questi appalti sono legittimi. Chiediamo alle imprese se sono convinte che questo sistema di sviluppo e di competizione possa garantire un futuro a un settore, come quello della lavorazione delle carni, strategico per l’economia del nostro Paese.

Lunedì i reparti produttivi dell’INALCA di Castelvetro (MO) si fermeranno per 10 minuti, in segno di solidarietà nei confronti di Roberto e della sua famiglia, ma anche per chiedere risposte ad interrogativi che stiamo ponendo da troppi anni.

Castelvetro, lì 21 giugno 2008

RSU FLAI CGIL INALCA

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