TRASFERIMENTO CENTRO TRASFUSIONALE DI MODENA: UNA SCELTA INCOMPRENSIBILE CHE SVALORIZZA IL PATRIMONIO PROFESSIONALE E DI ESPERIENZA DEL TERRITORIO

15 Giu 2015 fp,

Modena, 15 giugno 2015

Il Piano Regionale del Sangue, deliberato nel 2011, ha previsto l’accorpamento dei centri trasfusionali e la chiusura dell’Officina sangue di Modena con il trasferimento delle attività di esami e lavorazione delle sacche a Bologna.

Il quadro dalla situazione attuale: il centro Modenese è stato valutato tra i più efficienti su scala nazionale da parte del Ministero della Salute e vanta una rete di donatori capace di garantire l’autosufficienza al territorio e la cessione delle eccedenze ad altri territori regionali, assicurando anche un ritorno economico al Policlinico di Modena.

Quella che viene proposta come una scelta per effettuare economie di scala presenta però a nostro parere parecchi punti critici per il territorio modenese.

Partiamo da quello economico: accentrare la lavorazione del sangue a Bologna significa appesantire comunque i costi di trasporto, mentre i fattori di maggior sfruttamento degli impianti di lavorazione delle sacche si limitano a poche migliaia di euro.

Se guardiamo, invece, la ricaduta sulla disponibilità di sangue per i nosocomi modenesi è lecito ipotizzare un irrigidimento delle procedure e una accresciuta difficoltà nella gestione delle scorte che verranno gestite in un luogo distante e con minore conoscenza delle peculiarità del territorio modenese.

Da non sottovalutare, inoltre, la ricaduta sulla motivazione dei donatori  che sono fortemente radicati al territorio e che potrebbe causare un calo delle donazioni.

Da ultimo come organizzazione sindacale  non possiamo trascurare l’impatto sui lavoratori (6 tecnici e 2 biologi) che attualmente gestiscono il servizio e che hanno dimostrato competenza e motivazione e che vedrebbero svalutato l’importante lavoro che hanno contribuito a svolgere in questi anni con importanti risultati.

La proposta che come Fp CGIL vorremmo lanciare è quindi di riaprire questa discussione attraverso un tavolo di confronto che possa valutare anche soluzioni alternative.

In questo senso dovrebbe essere utile la lezione che ci è venuta dall’esperienza della Centrale unica 118 che ancora oggi denota problemi importanti in termini di efficacia ed appropriatezza del servizio.

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