SCUOLA, SINDACATI DENUNCIANO CAOS FASE C ASSUNZIONI

05 Gen 2016 flc,

Anziché il prof. di matematica richiesto dal collegio docenti per colmare le lacune dei ragazzi, ne è arrivato uno di musica; al posto dell’insegnante di italiano che serviva per un progetto rivolto agli alunni stranieri, Roma ne ha mandato uno di diritto. Sta succedendo in queste settimane anche nelle scuole modenesi che avevano presentato al Ministero dell’Istruzione le richieste relative all’organico potenziato.

«Si tratta della cosiddetta fase C della legge 107/2015 per la copertura dei posti destinati al potenziamento dell’offerta formativa – spiegano i sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda – In pratica le scuole, dopo un’attenta autovalutazione, hanno richiesto docenti con le competenze necessarie a potenziare la propria offerta formativa: ad esempio recupero di matematica o abilità di base, italiano per gli stranieri o altri progetti ritenuti prioritari dal collegio docenti. Poiché, però, le graduatorie più affollate sono quelle di certe discipline (perlopiù diritto, musica, arte, artistica), per svuotarle hanno mandato docenti di queste materie, anche se le scuole ne avevano richiesti altri. È accaduto ciò che noi sindacati avevamo previsto un anno fa, perché conosciamo la situazione delle graduatorie».

Per i sindacati, insomma, l’organico potenziato non trova riscontro nel reale fabbisogno delle scuole. Saltano così i progetti elaborati dagli istituti, che si trovano nell’impossibilità di rispettare il patto formativo sottoscritto con le famiglie. «E pensare – continuano i sindacati – che, a detta del ministro Giannini, questa fase avrebbe dovuto essere il cuore della riforma “La Buona Scuola”. Invece sta creando confusione e aggiunge nuovi problemi invece di risolvere quelli già presenti».

Secondo Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda, infatti, la prima attuazione della legge 107 non ha portato nessun miglioramento nelle condizioni di lavoro e del servizio. Tutto questo senza contare che docenti di scuola superiore abilitati in discipline afferenti quel grado scolastico sono stati mandati a insegnare, con modalità e contenuti indefiniti, nella scuola del primo ciclo senza disporre delle competenze didattiche assicurate fino a oggi dal possesso del relativo titolo di studio d’accesso. «A Modena, oltretutto, sono stati coperti solo alcuni posti perché – aggiungono i sindacati – molti docenti hanno preferito rimanere sull’incarico annuale conferito a settembre. Solo il 3,50 per cento alla scuola media ha accettato il posto sull’organico potenziato (fase C); un po’ meglio è andata alla scuola superiore (21 per cento) e alla primaria (60 per cento). La scuola dell’infanzia resta priva di ulteriori risorse di organico, essendo stata in partenza esclusa dal piano straordinario di assunzioni. Si aggiunga a tutto ciò lo svilimento della professionalità di tanti docenti che, pur avendo molti anni di insegnamento alle spalle, si vedono utilizzati come “tappabuchi”, in quanto hanno l’obbligo prioritario di sostituire i colleghi assenti per i primi dieci giorni di malattia. Insomma, sono supplenti brevi di ruolo, senza un orario settimanale definito e una sede fissa. Sarebbe questa la “buona scuola”? Noi – concludono Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda – continuiamo a definirla una scuola “alla buona”».

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