LA POLIZIA PENITENZIARIA NON HA NULLA DA FESTEGGIARE

25 Giu 2009 mobilitazione,

Modena, 25 giugno 2009

 

     

 

 

 

Sindacati di Polizia penitenziaria di Modena non festeggeranno domani la festa del corpo e a livello regionale si annunciano mobilitazioni nelle prossime settimane.

I fatti confermano le recenti denunce dei Sindacati Polizia Penitenziaria sul fatto che a oggi non trovano soluzione i problemi di sicurezza alla casa circondariale Sant’Anna.

Una disposizione Ministeriale preannuncia infatti in questi giorni l’assegnazione di agenti in alcuni istituti penitenziari della regione, ad esclusione della casa circondariale modenese.

Alle roboanti promesse di carattere elettorale dei giorni scorsi, la risposta vera è che la situazione modenese al momento non rientra tra le priorità del Ministero della Giustizia.

Peggio ancora, nel corso di un recente incontro tra i Sindacati CGIL, UIL e SINAPPE, il Provveditore Regionale ha reso noto “che non esistono comunicazioni ufficiali da parte del Ministero” sull’eventuale trasferimento di altri 100 detenuti.

Pertanto l’annunciato trasferimento di 150 detenuti ospitati presso la casa circondariale di Modena sarà limitato a meno di 50 unità e per di più diviso in due tranche.

Inoltre la drammatica situazione del settore femminile, considerata la grave carenza di agenti donne, al momento potrà  forse essere parzialmente arginata con il trasferimento temporaneo di agenti da altre strutture presenti in regione.

 

La mobilitazione dei poliziotti penitenziari modenesi rientra a pieno titolo nell’azione di protesta promossa dai Sindacati nazionali che denunciano una preoccupante sottovalutazione da parte del Ministro Alfano del problema carcerario.

Infatti, se da un lato c’è la certezza di un piano di ampliamento di alcuni istituti penitenziari, tra i quali è compresa Modena, dall’altro c’è un non ben definito impegno a reperire risorse umane per la vigilanza.

Non è diversa la situazione delle attrezzature e dei mezzi considerato che non è dato conoscere se vi siano finanziamenti per riparare i mezzi adibiti al trasporto dei detenuti che presentano un’età media di oltre dodici  anni e con un numero di chilometri di gran lunga superiore a 150.000.

Peggio ancora, i 110 lavoratori  preposti alla vigilanza di 575 detenuti, sono suddivisi in tre turni da 8 ore  e sono  costretti a continuare ad effettuare circa 4.000 ore di lavoro straordinario mensile  peraltro retribuite solo in minima parte.

I problemi di tenuta del controllo della sicurezza aumentano di giorno in giorno visto che la situazione igienico-sanitaria sta producendo effetti preoccupanti considerato che in molte celle adibite ad alloggiare due sole persone convivono 5 detenuti costretti a dormire per terra.

Al di là degli annunci fatti non vi è nessun dato certo sul ripristino di una situazione di umana decenza sia per i detenuti che per i lavoratori della Polizia Penitenziaria, ed è per questo che i sindacati CGIL, UIL, SINAPPE, CNPP e OSAPP non intendono partecipare alla festa del corpo prevista per domani 26 giugno a dimostrazione della discutibile attenzione verso i problemi di sicurezza della città.

I rappresentanti sindacali saranno comunque presenti fuori i giardini ducali per illustrare alla stampa i dettagli della situazione del carcere di S.Anna. 

 

 

Le Segreterie provinciali    Modena

FP/CGIL     UIL     SINAPPE   CNPP     OSAPP     

 

image_print

Articoli correlati

04 Ago 2026 aumento tariffe

CGIL, CISL e Uil al Comune sulla Tari: “Così non va!”

”Avevamo chiesto una discussione vera, ma ci siamo trovati davanti una chiusura netta e il rifiuto a prendere in considerazione […]

31 Lug 2026 affitti

7 MQ: A MODENA IL RECORD NAZIONALE DEL PIU’ PICCOLO “APPARTAMENTO” IN AFFITTO IN ITALIA

Modena ha il record nazionale del più piccolo “appartamento” attualmente proposto in affitto sui maggiori portali immobiliari. Si tratta di […]

31 Lug 2026 cgil

VERTENZA VANTIVE (EX GAMBRO), INTERVISTA AL SEGRETARIO CGIL MODENA

Dall’incontro al Mimit di ieri sono emersi tre potenziali acquirenti. “Prendiamo atto di questa novità, ma permane approccio insufficiente da […]