LE STRANE “COINCIDENZE” DEI RAPPRESENTANTI SINDACALI DELLA FAI CISL CHE HANNO SOTTOSCRITTO L’ACCORDO SEPARATO CON CASTELFRIGO E SAPIENS SPA, ACCORDO CHE HA ESCLUSO, DALLA RIASSUNZIONE, I LAVORATORI CHE HANNO SCIOPERATO

18 Gen 2018 accordo separato, appalti, castelfrigo, cisl, fai cisl, false cooperative, filt, flai, sciopero,

Avdiu Gentian è RSA della Fai Cisl per la falsa cooperativa Ilia D.A., ma anche uno dei soci fondatori della stessa falsa cooperativa.
Xhani Demir è RSA della Fai Cisl per la falsa cooperativa Work Service. Xhani Demir era socio accomandatario della Live SAS, società ora inattiva che si occupava di facchinaggio, ma è anche socio accomandatario con Hyra Rustem nella società “Hyra Rustem MD Accounting”, società attiva, già amministrata da Domenico Melone (il vero “puparo” che ha gestito almeno cinque cooperative all’interno della Castelfrigo da dodici anni), che si occupa di: consulenza imprenditoriale, amministrativa, gestionale e di pianificazione aziendale. Lo stesso Hyra Rustem ricopriva anche le cariche di amministratore unico presso le false cooperative: Elios MG, Work Service e Lili. Hyra Rustem insieme a Avdiu Denis, ex amministratore unico della cooperativa Ilia D.A, soggiornano ora nel carcere di Sant’Anna di Modena.
Avdiu Denis dovrebbe anche essere il cugino di Avdiu Gentian RSA della Fai Cisl. Da ricordare che le false cooperative Elios MG, Ilia D.A. e Work Service appartengono al Consorzio Job Service capeggiato dai fratelli Melone.
Avdiu Gentian e Xhani Demir sono i due RSA, che insieme ai dirigenti della Fai Cisl modenese, hanno sottoscritto l’accordo separato del 21 novembre 2017, che ha di fatto accorciato la procedura amministrativa prevista dalla Legge 223/91 di trenta giorni, ma anche sottoscritto l’accordo del 27 dicembre 2017.
Accordo, quello del 27 dicembre 2017, che ha applicato quanto la Fai Cisl, la Castelfrigo e le RSU della stessa Castefrigo avevano già concordato in data 22 novembre 2017, cioè l’assunzione discriminatoria di chi ha non ha scioperato! Un accordo che “salva” 52 ex soci lavoratori che, nei mesi di sciopero ad oltranza, avevano continuavano a lavorare, i quali sono stati assunti a tempo determinato, per sei mesi, in un’agenzia interinale.
L’ingresso dell’impresa interinale, che i dirigenti della Fai Cisl salutano come il nuovo modello per il comparto carni, contraddice quanto l’azienda e il sistema delle imprese sostengono da anni per non accettare le nostre richieste di assunzione diretta dei lavoratori degli appalti. Le imprese di macellazione hanno sempre sostenuto che il costo del lavoro, con i dipendenti diretti, è troppo alto; bene, con un impresa interinale, i costi sono sicuramente più alti.
Gli effetti di quell’accordo però, oltre ad aver discriminato chi faceva sciopero, cioè chi ha portato alla luce il livello di sfruttamento e di illegalità che si nascondono dietro questi appalti presenti nel distretto alimentare, ha intanto permesso di non applicare l’accordo sottoscritto in Prefettura il 16 febbraio 2016. Accordo che prevedeva, nei casi di cambi di appalto, la riassunzione dei lavoratori con maggiore anzianità di servizio e con maggiori carichi familiari.
Bene ha fatto la Flai e la Cgil di Modena a ricorrere in tutte le sedi giudiziarie per impugnare gli accordi sottoscritti dalla Fai Cisl di Modena e dagli RSA Avdiu Gentian e Xhani Demir. L’oggetto di questi ricorsi non sono solo materie di semplice contrapposizione sindacale, ma che riguardano diritti costituzionali. Il diritto di scioperare, il diritto di associarsi liberamente in un sindacato, il diritto di rivendicare miglioramenti contrattuali nel proprio luogo di lavoro, il diritto di essere assunti senza discriminazioni.
All’interno della Castelfrigo si sta consumando tutto questo, anche con la presenza di queste strane “coincidenze” che gettano ulteriori ombre su di un accordo già contestabile nel merito. Dispiace notare una certa indifferenza, sottovalutazione o disattenzione da parte di chi dovrebbe avere il dovere istituzionale di salvaguardare questi valori ovunque. Anche per questo motivo continueremo a mantenere il presidio permanente davanti a quell’azienda, non solo per applicare quanto previsto nel verbale del 29 dicembre 2017 sottoscritto in Regione Emilia Romagna, in merito alla ricollocazione, ma anche per continuare a tenere accesi i riflettori su una vicenda che lede i diritti fondamentali dei lavoratori.
Per questi motivi, la sottoscrizione per sostenere i lavoratori in sciopero dallo scorso 17 ottobre e che oggi sono in attesa della NASPI, continua ancora; ad oggi sono stati raccolti oltre 60.000 euro, in parte già distribuiti, come buoni spesa. Ricordiamo l’IBAN per l’eventuale versamento: IT10F0312702404000000002141 intestato a “FLAI Emilia Romagna vertenza Castelfrigo” con causale “sostegno lavoratori cooperative Castelfrigo”.

Umberto Franciosi
Segretario Generale Flai Cgil Emilia Romagna

Bologna, 18 gennaio 2018

 

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