INALCA JBS MODENA (GRUPPO CREMONINI): “CODICE ETICO” E “RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA”, CON SANZIONI DISCIPLINARI E RACCOLTA FIRME CONTRO DELEGATI SINDACALI DELLA FLAI CGIL.

13 Nov 2009 flai,

Dichiarazione di Umberto Franciosi – Segretario Generale della FLAI CGIL di Modena
Dopo difficili e complicati anni per costruire un minimo di decenti relazioni sindacali, l’INALCA JBS del Gruppo Cremonini di Castelvetro di Modena inverte la strada con un preoccupante ritorno al passato. La Direzione aziendale ha comminato, all’inizio di novembre, pesantissime sanzioni disciplinari a due delegati sindacali della FLAI CGIL, con giustificazioni e motivazioni esagerate e pretestuose: tre ore di multa al primo delegato per aver affisso nella bacheca sindacale un comunicato sindacale e tre giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione all’altro delegato per non aver rispettato una norma di sicurezza.
Sanzioni disciplinari pesantissime perché questi rappresentanti sindacali, dopo oltre sei anni di lavoro, non avevano mai ricevuto una lettera di contestazione.
Da oltre sei anni, uno dei delegati in questione, affiggeva volantini nelle bacheche sindacali senza prendersi permessi retribuiti perché l’attività lavorativa da lui svolta gli consentiva, anche nell’interesse della stessa azienda, di poter conciliare il lavoro e le sue pause con l’attività di rappresentante sindacale. L’azienda dopo sei anni gli manda una lettera di contestazione e, dopo alcune settimane, una sanzione con ben tre ore di multa che, solitamente, vengono comminate per recidive o infrazioni ben più gravi.
Mentre l’altro delegato, che ha sì commesso un errore ma in assoluta buona fede – ha scavalcato una barriera di protezione – con l’unico intento di non rallentare o bloccare la linea produttiva, come purtroppo può capitare nei luoghi di lavoro, e si è visto recapitare una sanzione con tre giorni di sospensione. Sospeso tre giorni, senza recidive, come se fosse stato attore di un diverbio litigioso o si fosse presentato al lavoro ubriaco! Sua unica colpa, per l’azienda, oltre a quella di aver fatto un salto che non doveva fare, è di essere anche rappresentante dei lavoratori alla sicurezza. Per l’azienda ciò ha rappresentato una pesante aggravante tanto che, un zelante responsabile di reparto, si è preso la briga di girare nel reparto per chiedere firme ai lavoratori atte a chiedere le dimissioni del rappresentante dei lavoratori alla sicurezza.
Quindi sanzioni discutibili e esagerate a rappresentanti sindacali, raccolta di firme, gestita da un responsabile di reparto, per chiedere le dimissioni di uno di questi rappresentanti, sono chiari segnali di una inversione di tendenza che, a mio avviso, mal si conciliano con la “responsabilità sociale” o il “codice etico” che questa impresa vanta di avere sul suo sito internet. Una “inversione” di tendenza avvenuta, guarda caso, immediatamente dopo le azioni di lotta sindacale per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro che hanno visto tutti i delegati sindacali di questa azienda protagonisti nella rivendicazione contrattuale.
La FLAI CGIL di Modena ha già attivato il suo ricorso chiedendo, come previsto dalla Statuto dei lavoratori, la costituzione del Collegio di Conciliazione e Arbitrato per contestare le sanzioni applicate ai suoi due delegati. Inoltre attiveremo forme di informazione nei confronti dei lavoratori dell’INALCA JBS di Castelvetro perché, siamo convinti, che il cambiamento di atteggiamento dell’azienda non interessi solo i rappresentanti sindacali della FLAI CGIL, ma anche tutti i lavoratori.
Modena, 12 novembre 2009

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