SCIOPERO OPERATORI SOCIO-SANITARI VENERDÌ 26 SETTEMBRE

24 Set 2008 anaste, mobilitazione, sciopero,

Modena, 25 settembre 2008

 

 

Interessa anche i circa 200 addetti modenesi delle case di riposo private e delle residenze a carattere socio-sanitario della nostra provincia, lo sciopero nazionale per l’intera giornata di lavoro proclamato dai sindacati di settore FP/CGIL, FISASCAT/CISL, UIL/FPL e UILTUCS venerdì 26 settembre per il rinnovo del contratto di lavoro ormai scaduto da 33 mesi (31 dicembre 2005).

Dopo l’ennesima indisponibilità manifestata dalla controparte Anaste nell’incontro del 5 settembre scorso, la decisione della mobilitazione e dello sciopero nazionale è stata inevitabile per dare un segnale forte sulle richieste di aumenti salariali e riconoscimento professionale dei lavoratori, in prevalenza donne.

“Anaste è indisponibile su punti qualificanti della piattaforma, quali l’aumento salariale e un nuovo e più moderno sistema di classificazione del personale” commenta Fabio De Santis della FP/CGIL di Modena.

La richiesta economica presentata dai Sindacati è intorno ai 120 Euro (al 4° livello) per il biennio 2006/2007 e comprende una parte di recupero sul biennio 2004/2005, contro i 118 euro proposti da Anaste a regime sull’intero quadriennio 2006-2009. “Una cifra assolutamente insufficiente a fronteggiare l’inflazione e a coprire il forte incremento del costo della vita verificatosi nel quadriennio” aggiunge il sindacalista della FP/CGIL.

Indisponibilità anche sulla richiesta di un sistema di classificazione del personale simile a quello già adottato negli altri contratti del socio-sanitario (in base a categorie professionali anziché per livelli) e sul riconoscimento economico aggiuntivo per le figure di OSS che rappresentano la maggior parte degli operatori del settore.

Anaste si vuole sottrarre al confronto su questi e altri punti della piattaforma, puntando a risolvere i problemi del settore con una politica di bassi salari, come dimostra la richiesta avanzata anche nell’ultimo incontro di rinviare la discussione sui contenuti della piattaforma presentata dai Sindacati al prossimo rinnovo contrattuale.

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