VERTENZA INALCA JBS (GRUPPO CREMONINI): la posizione della FLAI CGIL nelle assemblee del 29 aprile 2010

02 Mag 2010 flai, sciopero,

Le assemblee, delle lavoratrici e dei lavoratori INALCA JBS (Gruppo Cremonini) di Castelvetro (MO,) che si sono tenute nella giornata di venerdì 29 aprile 2010, hanno registrato una scarsa partecipazione, se confrontate con quelle del gennaio scorso nelle quali fu dato mandato alle RSU e alle organizzazioni sindacali di proclamare azioni di lotta: un pacchetto di16 ore di sciopero!

Probabilmente, la scarsa partecipazione, è dovuta al fatto che c’erano molte persone in ferie e, in quella settimana non era nemmeno attivo il turno notturno della produzione hamburger. Ma, fra tutte le assemblee, solo una è riuscita benissimo, andando oltre alle tradizionali partecipazioni, cioè quella del reparto “macello”.

Tanti lavoratori così non si erano mai visti, nemmeno quando abbiamo parlato dell’attivazione della Cassa Integrazione Ordinaria, qualche anno fa. Quella, del reparto macello, è stata un assemblea molto partecipata, “movimentata” e con molti interventi. Sono intervenuti vari capi e responsabili che, legittimamente, hanno portato il loro contributo di idee. Un contributo di idee che sosteneva, sempre legittimamente, l’ultima proposta della direzione aziendale per quanto riguarda il contratto aziendale, o meglio: solo il premio economico.

Un premio economico che, per l’azienda, copriva l’anno 2009 e 2010 con un importo di 616 €, di cui 516 in “buoni spesa”, “buoni benzina” o “buoni pasto”. Quasi tutti gli interventi, nel reparto macello, hanno sostenuto che quella era una proposta che dovevamo accettare.

Non voglio soffermarmi sulle divisioni che si sono palesate tra FLAI CGIL e UILA UIL di Modena, ma voglio informarvi che ho appreso, poche ore fa, che la UILA di Modena, ha ritenuto opportuno chiedere la riattivazione del tavolo all’Associazione Industriali di Modena. Probabilmente, così come si è palesato nelle assemblee, con 100 € in più la UILA è già disposta a chiudere questa vertenza.

Al di là delle diverse posizioni, fra le due maggiori organizzazioni presenti all’interno delle RSU INALCA JBS, una cosa importante è comunque avvenuta, cioè che la UILA abbia pubblicamente affermato che l’eventuale ipotesi di accordo verrà sottoposta a giudizio dei lavoratori. E questo non è un aspetto marginale, visti i precedenti degli accordi separati sul modello contrattuale e in altre categorie, tipo nei metalmeccanici.

La FLAI di Modena, insieme alle RSU FLAI CGIL INALCA JBS, decideranno quali azioni di lotta mettere in campo in futuro, partecipando comunque a tutti i confronti che ci saranno, portando sempre le nostre idee e le nostre proposte alla ricerca di una mediazione che possa essere un giusto equilibrio per tutti e che possa contribuire a definire un vero “CONTRATTO AZIENDALE”.

Il punto è proprio questo, la proposta dell’azienda non può essere considerata un contratto aziendale, non solo perché non si avvicina minimamente ai risultati economici che altre imprese, simili al Gruppo Cremonini, ottengono nei loro contratti aziendali, ma perché non contiene nessuna parte normativa che avevamo chiesto. Piccole cose normative, che il contratto nazionale non disciplina o lo fa solo in parte.

Piccole cose che fanno e danno il segno del livello di civiltà presente in azienda, come ad esempio: consegna del “cedolino presenze” ad ogni dipendente con le entrate e le uscite, definire la possibilità di accesso al part time per le donne, confronti preventivi sugli appalti (e come ce ne sarebbe bisogno in quest’impresa che su 1000 persone che vi lavorano in 400 sono appaltati in una serie di cooperative!), ma di tutto questo e di altro ancora, dall’azienda, abbiamo ricevuto solo dei netti e schietti NO!

La FLAI CGIL di Modena, come ha fatto nelle assemblee del 29 aprile 2010, continua ad essere contraria non solo sulla quantità economica, ma anche sulla qualità! La nostra contrarietà nasce dall’utilizzo improprio di questi “buoni pasto” per pagare parte del salario. Strumenti complicati da usare per chi li deve spendere, ma che permettono all’azienda ci risparmiare il pagamento dei contributi previdenziali, mentre ai lavoratori viene dato qualche spicciolo in più, grazie al fatto che non si pagano le tasse su quelle erogazioni economiche.

Per spiegarci meglio: su 516 € pagati in buoni pasto i lavoratori, in due anni, risparmierebbero 51,6 € perché non avrebbero l’imposizione IRPEF del 10%, mentre l’azienda non ci pagherebbe i contributi previdenziali che sono molti di più. Con questa manovra l’azienda propone un contratto che, per la FLAI CGIL di Modena, è un “NON CONTRATTO”!

Le risorse economiche che l’azienda si rende disponibile a spendere nei due anni sono nettamente inferiori a quelle che sarebbe obbligata a spendere, come prevede il contratto nazionale, in assenza di un contratto aziendale. Ecco perché la nostra affermazione sul “NON CONTRATTO”!

La triste verità è che, dietro ad una difficile situazione economica in cui è immerso tutto il nostro Paese e che si riflette anche sui consumi alimentari, c’è un’azienda che ha fatto ingenti investimenti in Russia (100 milioni di euro), investimenti nel Reparto Hamburger a Modena (10 milioni di euro), donazioni per varie attività culturali (2,5 milioni versati dal Gruppo Cremonini), quindi per recuperare risorse si deve pur cominciare da qualche parte.

Quindi si va dai soliti, riducendo le risorse da destinare ai premi aziendali contrattati con i sindacati, ma quelli individuali c’è da scommettere che non verranno nemmeno sfiorati.

Queste sono le riflessioni che la FLAI CGIL di Modena ha portato nelle assemblee di venerdì 29 aprile che sono state aspramente criticate dagli interventi effettuati nell’assemblea del reparto macello. Queste sono le ragioni che continueremo coerentemente a sostenere nei prossimi confronti con l’azienda e che continueremo a reggere con tutti i lavoratori, come stiamo facendo da quando è iniziata questa complicata vertenza.

La posta in gioco in questo rinnovo contrattuale non sono 60.000 € di costi in più che l’azienda si dovrebbe sobbarcare per un rinnovo contrattuale decente, ma è il ruolo della contrattazione aziendale e il ruolo del sindacato all’interno di questa impresa.  Per questo la FLAI CGIL non è disposta a svendere questo importante istituto contrattuale.

Oggi abbiamo le “erogazioni liberali”, cioè i famosi “buoni”, domani cosa avremo? Un pezzo di quarto di vacca per pagare lo stipendio? Un Gruppo, come quello di Cremonini, con la rilevanza mondiale che ha dovrebbe, a nostro modesto parere, investire su un altro livello di relazioni sindacali.

Modena, 2 maggio 2010

Umberto Franciosi

Segretario Generale FLAI CGIL di Modena

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