DALLA SUINCOM ALL’ITALCARNI SI RISCHIA UNA COMPETIZIONE SENZA REGOLE E DIRITTI

21 Mag 2010 flai,

Modena, 21 maggio 2010

 

 

 

Nella giornata di ieri giovedì 20 maggio 2010, ispettori dell’Inail e della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena sono intervenuti presso l’azienda Suincom Spa di Castelvetro.

Un intervento richiesto dalle organizzazioni sindacali e dalle RSU aziendali per segnalare la presenza di un lavoratore che, da giorni, lavorava nonostante fosse in infortunio retribuito dall’Inail. Una situazione che, rispetto ad altre segnalazioni e denuncie effettuate dalla Flai/Cgil di Modena, sempre inerenti la Suincom, rappresenta sicuramente la minor violazione che si compie in quell’azienda!

Da anni abbiamo inoltrato segnalazioni su: somministrazione illegale di manodopera, evasioni fiscali e contributive, lavoro irregolare, non rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro ecc…

Da anni abbiamo tenacemente mandato le nostre raccomandate e i nostri fax agli istituti competenti, ma pochissimi sono stati i riscontri ricevuti.

Questa volta è andata diversamente grazie alla determinazione dei nostri rappresentanti sindacali che, persa la pazienza nell’aspettare invano le visite ispettive richieste, hanno preso in mano il telefono ed hanno energicamente sollecitato l’intervento.

La Suincom è già stata agli onori delle cronache nazionali e locali in numerose occasioni, ricordiamo l’omicidio, avvenuto nel luglio 2002, del socio lavoratore della cooperativa Dimac che aveva in appalto fasi del processo produttivo, eliminato perché con il ricatto minacciava di svelare un colossale giro di affari legato alla contraffazione dei marchi sulle cosce suine, ispezioni della guardia di finanza e numerose denuncie pubbliche effettuate da questa organizzazione sindacale.

Nonostante tutto questo e una quasi certa prescrizione del processo che doveva partire sulla contraffazione dei marchi, questa azienda continua a lavorare a ritmi sostenutissimi.

Qui vengono grosse imprese della salumeria italiana a fare shopping, così come in altre aziende simili alla Suincom, sempre presenti nel distretto vignolese, che adottano gli stessi sistemi di organizzazione del lavoro e di illegalità diffuse, tra le quali, quello dell’utilizzo di false cooperative, attraverso discutibili appalti, nelle fasi del processo produttivo.

Queste sono le imprese della lavorazione delle carni che danno materia prima ai prestigiosi marchi e dai sfavillanti codici etici e dalla millantata “responsabilità sociale d’impresa”. Queste sono le aziende che creano dumping contrattuale e concorrenza sleale nel settore, mettendo in seria difficoltà quelle imprese che vogliono competere nel pieno rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro.

L’Italcarni di Carpi è una di queste aziende che per anni ha cercato di resistere, rifiutando di applicare sistemi analoghi a quelli presenti in imprese simili alla Suincom, ma che ora vorrebbe adottarle per reggere una competizione che è anche fatta di queste pesanti e pericolose illegalità.

La Flai/Cgil continuerà a segnalare tutte queste illegalità con tutti gli strumenti possibili, anche facendo i nomi e i cognomi di tutti coloro che direttamente traggono profitto da questa degenerazione che sta compromettendo un distretto e una filiera produttiva strategica per la nostra provincia.

E’ necessario, però, che quelle prestigiose aziende alimentari che comprano le loro materie prime incomincino ad interrogarsi seriamente su come e in quali condizioni vengono lavorate queste carni. Dovrebbero seriamente verificare se questa materia prima viene lavorata così come prevedono i loro codici etici. Se questo accadesse, oltre ad esserci più legalità nel nostro territorio, non darebbero alibi, oggi all’Italcarni, domani ad altre imprese, di appaltare tutto per competere con le tante Suincom presenti nel nostro territorio.

 

Umberto Franciosi, segretario sindacato alimentaristi Flai/Cgil Modena

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