NO ALL’USO DELLE FORZE DELL’ORDINE CONTRO GLI STUDENTI

22 Ott 2008 sciopero,

Modena, 22 ottobre 2008

 

In merito alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sull’invio delle forze dell’ordine nelle Università contro l’occupazione degli studenti, mi auguro che il premier, come spesso ha fatto, smentisca se stesso e rettifichi di non averle mai dette.

 Consiglio al presidente del Consiglio la visione del film “Fragole e Sangue” (di Stuart  Hagman, 1970) dove le lotte studentesche americane furono represse con violenza inaccettabile per un paese civile e democratico.

Non si affrontano le critiche e le contestazioni minacciando l’invio della polizia, ma capendo le ragioni, ritirando i provvedimenti di legge e lo stesso decreto Gelmini perché l’Italia ha bisogno di più formazione, di rilanciare i saperi e la ricerca, di garantire a tutti il diritto allo studio.

Decideranno gli studenti italiani se e come manifestare liberamente il proprio pensiero e il dissenso nel rispetto della legalità.

Le stesse manifestazioni e le occupazioni, se decise e attuate, avverranno proprio in difesa del diritto allo studio e dell’Università. Per primi studenti e genitori avranno rispetto dei beni e del patrimonio che reputano semmai insufficiente.

La minaccia dell’uso della polizia vuole dire drammatizzare scientemente lo scontro e sottrarsi al confronto sul merito delle questioni poste, e trasformare tutto in un problema di ordine pubblico.

Questo Paese non ha bisogno di violenza e repressione, non può essere ricacciato nel clima degli anni ’70 e ’80, ma servono da parte di chi governa capacità di ascolto, risposte concrete e non pericolose prove muscolari.

 

Donato Pivanti segretario CGIL Modena

 

 

ORDINE DEL GIORNO ASSEMBLEA FACOLTA’ LETTERE E FILOSOFIA UNIVERSITA’ MO-RE, 21 OTTOBRE 2008

Oggi, in data 22.10.2008, presso l’Aula Magna, l’assemblea degli studenti e del personale docente, tecnico e amministrativo, convocata dal Consiglio della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha discusso i provvedimenti riguardanti l’Università e la Ricerca contenuti nella legge N. 133/2008.

L’assemblea esprime:

– la più netta condanna per il metodo adottato per l’approvazione dei provvedimenti attraverso lo strumento improprio del Decreto Legge e in assenza di qualsiasi confronto con le parti interessate, come peraltro annunciato dallo stesso ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

– la riprovazione per aver affrontato un argomento di tale rilevanza ed impatto sociale all’interno di un provvedimento di spesa (collegato alla Finanziaria 2009) ed esclusivamente con una logica di drastica ed indiscriminata riduzione dei costi;

– la preoccupazione per una serie di provvedimenti che delineano uno scenario di progressivo indebolimento dell’Università pubblica fino al suo potenziale smantellamento.

  • a) Il blocco del turn-over, del personale docente e tecnico-amministrativo, al 20% (2009-2011) e successivamente al 50% (2012-2013), che produrrà un severo impoverimento dell’offerta didattica e della qualità dei servizi, impedirà l’avvio dell’atteso e più volte auspicato ricambio generazionale e vanificherà le prospettive di tutti coloro che hanno intrapreso il percorso della ricerca e degli studi;
  • b) il taglio del già esiguo Fondo di finanziamento ordinario dell’Università pubblica (1,5 miliardi di euro dal 2009 al 2013), ulteriormente aggravato dalle anticipazioni contenute nel Dpef;
  • c) la possibilità concessa al Senato accademico di trasformare le Università in Fondazioni di diritto privato tramite un voto a maggioranza semplice; una trasformazione irreversibile che renderebbe l’accesso alla formazione universitaria ancora più classista, pregiudicando la libertà d’insegnamento e di ricerca.

L’assemblea auspica che si possa avviare una seria discussione sul futuro dell’Università italiana e sui necessari processi di riforma che la riguardano, attraverso la consultazione delle varie componenti (docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo).

L’assemblea chiede che sia convocato un CdF straordinario per discutere e deliberare riguardo alle seguenti proposte:

–  possibilità di tenere lezioni aperte, in piazza oppure maratone didattiche e relativa pubblicizzazione;

– pronunciamento del Rettore e del Senato accademico rispetto ai provvedimenti contenuti nella legge 133/08;

– richiesta di trasparenza di bilancio;

– richiesta di un’aula per attività di informazione, confronto ed elaborazione riguardo alla situazione dell’Università;

– pubblicazione delle deliberazioni e proposte dell’assemblea sulla home page del sito di Facoltà;

– richiesta dell’aula magna per un’assemblea settimanale.

 L’assemblea aderisce inoltre alle seguenti iniziative:

 – promozione referendum abrogativo;

– sciopero del 30 ottobre (Cgil-Cisl-Uil Scuola) e del 14 novembre (Cgil-Cisl-Uil Università e Ricerca).

L’assemblea, infine, esprime solidarietà alle agitazioni di studenti e docenti che stanno avvenendo negli altri atenei italiani.

 

 

Modena, 23 ottobre 2008

 IL PERSONALE TECNICO-AMMINISTRATIVO DELL’UNIVERSITÀ IN DIFESA DEL DIRITTO ALLO STUDIO

Aumento delle tasse universitarie, diminuzione dei servizi per gli studenti. Università e scuola per ricchi e non per meritevoli. Ottocento giovani ricercatori precari che, rifiutati dall’Università, dovranno fuggire all’estero per continuare a fare ricerca. Tagli allo stipendio dei tecnici e degli amministrativi.

Queste sono le conseguenze delle leggi estive del Governo su Università e Scuola, esaminate e discusse nei giorni scorsi dall’assemblea del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia.

L’assemblea del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia esprime preoccupazione per norme che sviliscono tutta l’istruzione pubblica (licenziamento di 140 mila insegnanti precari), tagliano dell’8% il finanziamento pubblico dell’Università che per ripianare questa perdita dovrà aumentare le tasse degli studenti. Prevista inoltra la riduzione del 10% del salario accessorio del personale e il blocco del turn over (ogni 10 pensionamenti solo 2 assunzioni). L’Università, con tanto personale in meno, dovrà per forza ridurre i servizi destinati agli studenti.

Il taglio dei finanziamenti è uguale per tutte le Università, senza nessuna misura premiante per quelle più efficienti, come l’Ateneo di Modena e Reggio Emilia.

Inoltre la legge prevede la possibilità che l’Università si trasformi da ente pubblico in fondazione privata. Tale eventualità sarebbe dannosa anche per il diritto allo studio: le università private in Italia sono atenei d’élite cui si accede pagando il triplo delle tasse versate oggi dagli studenti dell’Università pubblica.

L’assemblea ha sottolineato che chi paga il conto dei tagli prima di tutto è il personale dell’Università insieme alle famiglie degli studenti; ma anche i giovani ricercatori precari che, col blocco delle assunzioni, vedono svanire la possibilità di entrare stabilmente all’Università.

L’istruzione pubblica e l’Università in particolare vanno migliorate, ma queste norme non propongono alcuna riforma vera: il Governo vuole solo tagliare e favorire lo sviluppo di un’istruzione privata destinata a pochi economicamente privilegiati.

L’assemblea del personale tecnico-amministrativo rifiuta questa scelta e ha chiesto un confronto con i vertici dell’Ateneo per capire come l’Università intende muoversi per riaffermare che l’istruzione è un bene comune per la società e per tutti i giovani e non una merce da lasciare in balia del mercato.

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