ESONERO DAL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI A CARICO DELLE LAVORATRICI MADRI DI TRE O PIÙ FIGLI

13 Feb 2024 bonus lavoratrici madri, esonero contributi previdenziali, lavoratrici madri,

La legge di Bilancio 2024 prevede che dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 alle lavoratrici madri di tre o più figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto un esonero del 100% della quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico della lavoratrice fino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. Tale esonero prevede un limite massimo annuo di € 3.000,00 riparametrato su base mensile.
L’esonero è esteso in via sperimentale per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 anche alle lavoratrici madri di due figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a esclusione dei rapporti di lavoro domestico, fino al mese del compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.

CHI PUÒ USUFRUIRNE
Sono interessate tutte le lavoratrici madri, dipendenti di datori di lavoro sia pubblici che privati che nel periodo ricompreso dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 soddisfino il requisito di essere madri di tre o più figli, di cui il più piccolo abbia un’età inferiore a 18 anni.
Lo stesso trattamento spetta in via sperimentale per lavoratrici che nel periodo che va dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 risultino essere madri di due figli, di cui il più piccolo abbia un’età inferiore a 10 anni.

QUAL È L’ENTITÀ
L’esonero è pari al 100% della contribuzione previdenziale a carico della lavoratrice, nel limite massimo di € 3.000,00 annui, da riparametrare e applicare su base mensile.
Di conseguenza la soglia massima di esonero della contribuzione dovuta dalla lavoratrice su base mensile è pari a € 250,00 euro (€ 3.000/12). Per i rapporti di lavoro instaurati o risolti nel corso del mese detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di € 8,06 (€ 250/31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo.
Tali soglie massime devono ritenersi valide anche nelle ipotesi di rapporti di lavoro part-time, per le quali, pertanto, non è richiesta una riparametrazione dell’ammontare dell’esonero spettante.

Il bonus non è di importo fisso e varia in base al reddito della lavoratrice. Infatti, le lavoratrici cui spetta il bonus, da gennaio non vedono in busta paga la trattenuta dei contributi previdenziali, che ammonta al 9,19% della RAL,(Reddito annuo lordo) cioè l’imponibile previdenziale. A titolo esemplificativo una tabella che mostra che più è alto il reddito più è alto il bonus.

Retribuzione mensile lorda Esonero contributivo Bonus mamma Reale beneficio
€ 1.600 € 112,00 € 147,04 € 35,04
€ 2.500 € 150,00 € 229,75 € 75,75
> € 2.720 € 0,0 € 250,00 € 250,00

COME RICHIEDERE IL BONUS
La richiesta del bonus deve essere presentata all’INPS tramite il datore di lavoro che dovrà comunicare il numero dei figli ed i loro codici fiscali. La lavoratrice interessata dovrà presentare in forma scritta la richiesta al datore di lavoro, sia pubblico che privato, indicando i suddetti dati necessari al datore di lavoro per presentare la richiesta.

QUANDO ENTRA IN VIGORE
La decontribuzione è già operativa da gennaio 2024. I beneficiari incasseranno il bonus dalle mensilità successive.

PERCHÉ PER CGIL LA MISURA È DISCRIMINATORIA
Il Governo intendeva dimostrare con questo provvedimento un aiuto reale alle donne lavoratrici smentendo la vulgata di volere relegare al ruolo domestico le italiane. In realtà il provvedimento è talmente discriminatorio che sostiene le donne con un reddito più alto a prescindere dalla situazione patrimoniale ed esclude tutte coloro che già in partenza hanno un contratto precario e meno tutelato.
Oltre ad escludere le lavoratrici autonome, le dipendenti con forme di lavoro precario, le collaboratrici domestiche, non considera le lavoratrici con un solo figlio o figlia persino nei casi in cui quell’unico figlio o figlia sia affetto da disabilità.
Paradossalmente del bonus mamme ne beneficeranno nella sua totalità (€ 3.000 per anno annuo) le lavoratrici con stipendi medio alti. Le donne a basso reddito, beneficiano di tale bonus in misura irrisoria se non nulla.

 

 


Per ulteriori informazioni contattare delegate o delegati sul luogo di lavoro, oppure contattare la sede Cgil a te più vicina


 

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