SCIOPERO DOMANI VENERDÌ 23 LUGLIO ALLA CBM DI MODENA IN SOLIDARIETÀ CON OMAR

22 Lug 2010 sciopero,

Modena, 22 luglio 2010

 

 

 

 

 

Sciopero di 4 ore (le ultime di ogni turno) proclamato da Fiom/Cgil e Filt/Cgil e Rsu domani mattina venerdì 23 luglio dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccanici dell’azienda Cbm di Modena in solidarietà con Omar, facchino impiegato presso l’azienda e ingiustamente licenziato nel febbraio scorso. I lavoratori hanno deciso in assemblea che sciopereranno compatti per rivendicare il reintegro di Omar sul posto di lavoro.

Domani si svolgerà in concomitanza con lo sciopero, il secondo tentativo di conciliazione richiesto dal sindacato Filt/Cgil presso la Direzione provinciale del Lavoro per reintegrare Omar Abir sul posto di lavoro che ha perso ormai 5 mesi fa.

Omar, ex delegato sindacale della Filt/Cgil, dopo essere stato ingiustamente sospeso all’inizio del 2010, è stato successivamente posto in cassa integrazione e, una volta rientrato, è stato trasferito in un cantiere di lavoro a 32 km da Modena.

“Un trattamento che consideriamo vessatorio – spiega Sergio Greco della Filt/Cgil – motivato solo dall’impegno di Omar come delegato sindacale per far rispettare i diritti degli altri facchini come lui sul posto di lavoro”. Nel febbraio scorso, Omar è stato infine licenziato per futili motivi dalla Cooperativa “La Carpigiana Service” che lo impiegava presso lo stabilimento Cbm di Modena. “Il licenziamento è assolutamente infondato – spiega ancora Greco – poiché la Cooperativa attribuisce ai suoi comportamenti la responsabilità per la perdita di un appalto, che dipende invece da condizioni oggettive di mercato”.

Lo sciopero di domani è anche per protestare contro la mancanza di diritti dei facchini che all’interno della Cbm, come in tante altre aziende, svolgono mansioni che nulla hanno a che vedere con il lavoro di facchinaggio, senza alcun riconoscimento salariale e senza diritti, subendo il ricatto delle cooperative che possono licenziare senza giusta causa, semplicemente per effetto di delibere di esclusione da socio da parte del Consiglio di Amministrazione, e senza che il giudice del Lavoro possa intervenire.

I lavoratori e le lavoratrici della Cbm chiedono pertanto alla loro azienda che si impegni a far rispettare i diritti dei lavoratori della cooperativa che operano all’interno dello stabilimento.

Fiom e Filt denunciano come all’interno delle cooperative di facchinaggio esistano da anni, anche nella sindacalizzata e civile Modena, situazioni di ricatto simili a quelle di Pomigliano.

“Anche i lavoratori della Cbm hanno i loro motivi per protestare – afferma Massimo Valentini della Fiom/Cgil – denunciano il deteriorarsi dei rapporti aziendali in relazione alle tante contestazioni disciplinari che già da diversi mesi determinano un clima di tensione e disagio, la non agibilità dei congedi parentali per l’assistenza a parenti disabili (legge 104/92) e la non disponibilità dell’azienda a concedere permessi/ferie in concomitanza di lutti di parenti e amici”.

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