ADESIONE CGIL ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI DOMANI GIOVEDÌ 23 GIUGNO CONTRO I TAGLI ALLE POLITICHE SOCIALI

22 Giu 2011 mobilitazione,

Modena, 22 giugno 2011

Partecipa anche una delegazione sindacale della Cgil modenese alla manifestazione contro i tagli alle politiche sociali domani giovedì 23 giugno a Bologna alle ore 10.30 davanti alla sede della Regione Emilia-Romagna (viale Aldo Moro, 52).

La mobilitazione territoriale di domani rientra nella mobilitazione nazionale, con manifestazioni a Roma e nelle principali città, indetta dal Forum del Terzo Settore e dalla Campagna “I diritti alzano la voce”, a cui aderisce anche la Cgil.

La protesta è contro i tagli pesantissimi effettuati dal Governo negli ultimi 3 anni che stanno provocando la chiusura di molti servizi, quando le gravi conseguenze della crisi richiederebbero il potenziamento delle prestazioni sociali.

Anche nel territorio modenese, la drastica riduzione dei fondi per le politiche sociali – più volte denunciata in questi anni dalla Cgil – sta determinando la contrazione di servizi finora erogati dai Comuni. Particolarmente colpiti il sostegno alle disabilità in ambito scolastico e lavorativo, i sostegni per la non autosufficienza, le politiche per la famiglia, “servizi – afferma Tania Scacchetti della segreteria Cgil Modena – che sono determinanti per il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza e per l’inclusione sociale”.

La Cgil è contro una politica  che cancella i diritti di cittadinanza, mentre condanna un cittadino su quattro al rischio di povertà; contro un Governo che teorizza e pratica una politica di privatizzazione dei servizi sociali indispensabili per la vita di milioni di famiglie. La protesta di domani unisce tutte le forze e le organizzazioni che si battono per garantire ai cittadini giustizia, diritti, coesione.

La Cgil condivide, inoltre le principali richieste che gli organizzatori della manifestazione rivolgono al Governo: la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali; un rifinanziamento adeguato alle necessità del Fondo nazionale per le Politiche sociali e di tutti i fondi nazionali che sono stati drasticamente ridotti, il rifinanziamento del Fondo nazionale per la non autosufficienza e una legge nazionale contro la povertà e l’inclusione sociale. Sono gli stessi obiettivi che la Cgil  ha posto al centro delle piattaforme rivendicative su cui ha promosso scioperi generali e grandi momenti di mobilitazione.

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