AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DIMINUZIONE NEL 2017, MA LA CRISI A MODENA NON E’ ANCORA FINITA E AUMENTA LA PRECARIETA’

23 Gen 2018 ammortizzatori sociali, cassa integrazione, crisi, diritti, lavoro precario, riforma,

I dati che emergono dall’osservatorio Ires-Cgil Emilia Romagna, ci consegnano una fotografia dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali Cigo-Cigs e Deroga 2017 nettamente migliori rispetto ai periodi più drammatici della crisi.
Il 2017 a Modena si chiude con un utilizzo complessivo di 4.569.057 ore di Cigo-Cigs e Deroga così distribuite sulle tre fattispecie di ammortizzatore: Cigo 2.391.538 ore, Cigs 1.991.503 ore, Cig Deroga 186.016. Nel 2016 le ore complessive di Cigo-Cigs e Deroga erano state 13.300.621 ore. Una riduzione del ricorso agli ammortizzatori sociali anche fortemente legata alla riforma del 2015 che ne ha ridotto la durata e le casistiche di utilizzo.

Nel panorama regionale Modena è la seconda provincia, preceduta da Bologna che fa maggiormente ricorso all’utilizzo degli ammortizzatori sociali (tabella in allegato).

Questo vuol dire che siamo usciti dalla crisi? Per quanto ci riguarda la risposta è negativa, poichè abbiamo ancora aziende in forte difficoltà sul territorio Modena e comparti che soffrono più di altri.
Non siamo ancora usciti completamente dalla crisi.
Se guardiamo il dato dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali agli albori della crisi ovvero nell’anno 2007, erano state utilizzate 852.935 ore di cassa integrazione, mentre nel 2017 le ore utilizzate sono più di cinque volte tanto 4.569.057.
Se approfondiamo il dato occupazionale notiamo una differenza tra teste e quantità di lavoro (Ula-unità di lavoro a tempo pieno).
In generale dal 2008 al 2016 se il volume degli occupati cresce dello 0,9%, le Ula (unità di lavoro a tempo pieno) scendono complessivamente del 3,2% è quindi possibile affermare che il numero degli occupati cresce in misura diversa rispetto alla quantità di lavoro. Interventi di contrattazione difensiva nel corso della crisi, riorganizzazione del lavoro e precarietà del lavoro, hanno permesso di contabilizzare come occupati anche lavori che sono saltuari e fortemente precari. Proprio sulla crescita del lavoro precario, povero e con pochi diritti, deve concentrarsi l’attenzione generale, a partire dalla politica che si appresta all’appuntamento elettorale del 4 marzo.
Per queste ragioni la Cgil chiede una riforma degli ammortizzatori sociali che ne ampli la possibilità di utilizzo e una riduzione del precariato con una revisione complessiva della legislazione del mercato del lavoro per rendere il lavoro stabile e di qualità.

Segreteria Cgil Modena

 

Modena, 23 gennaio 2018

 

image_print

Articoli correlati

24 Lug 2026 flai

IRREGOLARITA’ AZIENDA LAVORAZIONE CARNI: LA SICUREZZA ALIMENTARE SI GARANTISCE ANCHE CON LAVORO DI QUALITA’

E’ di queste ore la notizia della recente ispezione dei Nas di Parma in uno stabilimento di lavorazione di carni […]

24 Lug 2026 castelvetro

GOOD NEWS A MODENA, IL CASO INALCA: DALLA PRECARIETÀ ALLA CONQUISTA DI DIRITTI E STABILITÀ

Il progetto Good News, un’iniziativa di comunicazione e mobilitazione della Cgil nazionale focalizzata sulle buone pratiche nei luoghi di lavoro, […]

23 Lug 2026 aumento tariffe

AUMENTO TARIFFE TARI E SETA: CITTADINI MODENESI SOTTO PRESSIONE. PER CGIL, CISL E UIL METODO E MERITO DA CARTELLINO GIALLO

Le organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL e UIL di Modena denunciano la raffica di aumenti tariffari che sta interessando l’intera […]