ANTIMAFIA IN EMILIA ROMAGNA. CIÒ CHE SI MUOVE OLTRE AL TERREMOTO

14 Giu 2012 sisma, sisma 2012,

Modena, 14 giugno 2012

La notizia, proposta in diretta dal Procuratore della Direzione Regionale Antimafia Roberto Alfonso, strappa l’applauso nonostante il clima poco esaltante per il tema in sé e l’eco persistente dei danni del terremoto.

Oggi viene attivata a Bologna la sede della DIA-Direzione Investigativa Antimafia per l’Emilia Romagna.

E’ un risultato notevole, da tempo sollecitato, che traduce in fatti concreti l’impegno del Ministro Cancellieri e i cui tempi sono stati indubbiamente accelerati in questa fase drammatica che si è aperta nei nostri territori.

Nel senso che l’attivazione rapida della DIA c’entra col post-terremoto.

E’ infatti necessario un urgente adeguamento di comportamenti e di norme da parte di Enti pubblici ed imprese. Mentre il terremoto ancora agisce e si apprestano misure per la prevenzione e la ricostruzione, il quadro dei danni subiti e dei lavori necessari si allarga e si presenta nella sua enorme dimensione, anche economica.

Il Procuratore della DDA, la Presidenza della Regione ed il Sindaco Pighi per i Comuni, con argomenti e punti di vista diversi, convergono su un impegno preciso ed urgente che la Cgil condivide e sostiene da tempo.

Anche questo disastro sismico richiederà ingenti lavori, movimento di imprese, contributi pubblici ed investimenti privati. Come in ogni altra occasione calamitosa, l’economia malavitosa e mafiosa verrà e cercherà ogni opportunità per lavorare e “rendersi utile alla ricostruzione” offrendo lavori a buon prezzo e tempi celeri.

Ci proveranno in mille modi perché l’occasione è imperdibile. Tra l’altro, la presenza malavitosa nei territori dei nostri comuni colpiti dal sisma, c’è già e già sa come operare. La risposta dovrà essere urgente  e straordinaria per frapporre blocchi e filtri efficaci: gli “anticorpi” appunto !

In primo luogo le Istituzioni locali, gli Enti di controllo e la Magistratura unitamente ad imprese, forze sociali e sopratutto ai professionisti (progettisti, consulenti, legali) figure centrali come non mai per arginare le infiltrazioni.

La Cgil ribadisce alcune urgenti misure per orientare e controllare la grande economia necessaria per lavorare nella piena legalità.

Non ulteriore burocrazia, bensì procedure trasparenti e controllabili, a partire dall’affare della rimozione, sgombero e smaltimento delle macerie, alla messa in sicurezza degli edifici, alla ricostruzione vera e propria coi nuovi criteri antisismici.

Occorre determinare con rigore le condizioni per le erogazioni delle risorse pubbliche che arriveranno, per sostenere la mole dei lavori sul patrimonio pubblico, sulle abitazioni e sull’apparato economico e produttivo.

Per gli interventi pubblici: 

– si dovranno applicare con rigore le norme del recente codice antimafia, della recente legge regionale sugli appalti, le raccomandazioni contenute nei Protocolli sottoscritti presso la Prefettura e gli impegni fondativi dell’Osservatorio Provinciale Appalti;

– in particolare, occorre davvero superare la pratica – ancora troppo diffusa- che assegna gli appalti con l’unico e sbrigativo criterio del massimo ribasso;

– l’attuale situazione di emergenza, dovrà spingere ancor più gli Enti locali ad emettere bandi per lavori, attraverso un’unica “stazione appaltante”;

– i Prefetti potranno inoltre disporre accessi diretti per ispezioni nei cantieri ai fini della sicurezza e prevenzione di legalità.

Per i lavori privati:

– ogni contributo pubblico dovrà essere condizionato al rilascio delle certificazioni di regolarità per il lavoro e la contribuzione;

– le imprese dovranno rispondere a criteri accertati di congruità tecnica, finanziaria ed operativa, rispetto a consistenza e volume dei lavori;

– elenchi aperti presso la Prefettura delle ditte che si impegnano al rispetto degli obblighi già previsti per i lavori pubblici: regolarità del lavoro, norme di sicurezza, rispetto dei contratti;

– regolamentare, per alcune attività di evidente “delicatezza”, la necessità della certificazione antimafia, anticipando ciò che a breve introdurrà la legge anticorruzione all’art. 7: trasporto, discarica e smaltimento materiali, nolo macchinari e strutture, subappalti, modifiche societarie, ecc…

– tracciabilità dei pagamenti, dei versamenti fiscali e previdenziali.

Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale

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