27 Mar 2026 ccnl, contratto nazionale, slc, stato agitazione, teatri,
Proclamato questa settimana lo stato di agitazione nazionale dei lavoratori dei teatri per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro che coinvolge anche i teatri di Modena e provincia, quali il teatro Pavarotti Freni, lo Storchi, il teatro delle Passioni, il Fabbri di Vignola, il Dadà di Castelfranco, e i teatri dei comuni più piccoli della provincia modenese facenti parte del circuito Ater. Lo stato di agitazione interessa diverse centinaia di lavoratori quali macchinisti, elettricisti, fonici, attori e artisti, addetti alle luci, amministrativi e personale di sala.
E’ ora di puntare i riflettori sul mondo del lavoro nello spettacolo dal vivo, perché giustamente si coglie l’aspetto spettacolare, artistico della rappresentazione teatrale, ma spesso non si pensa che sul palcoscenico e dietro le quinte ci sono professionisti con le loro competenze, le loro qualità, il loro talento, che sono anche loro stessi lavoratori e lavoratrici.
“Per questo nei teatri della provincia di Modena, come in tutta Italia, prima dell’inizio degli spettacoli, vi sarà la lettura da parte delle maestranze di un comunicato sindacale” Giorgio Benincasa segretario Slc Cgil Modena.
Questa settimana al teatro Storchi per “Gaber-Mi fa male il mondo” e al Teatro delle Passioni per “Dieci modi per morire felici”, la prossima settimana al teatro Pavarotti Freni per l’opera “Carmen”.
Il contratto nazionale di lavoro dei teatri è scaduto nel 2021, ma è da aprile 2020 che non ci sono stati aumenti contrattuali: da 6 anni le retribuzioni sono ferme al palo.
I lavoratori chiedono un aumento delle retribuzioni del 20%, un adeguamento del rimborso pasto, un aggiornamento dell’indennità di trasferta e dello straordinario notturno.
L’appello è a sostegno di un rinnovo del contratto di lavoro in tempi rapidi e con salari giusti, per garantire un lavoro dignitoso e di qualità.
“Ricordando a tutti noi – aggiunge il segretario della Slc Cgil – che la cultura accresce il sapere di una comunità, migliora il benessere individuale e la coesione sociale ed è leva fondamentale per formare cittadini liberi, consapevoli, dotati di spirito critico per questo va preservata e tutelata a cominciare da chi la produce”.
Questo è il comunicato di cui viene data lettura prima dell’avvio dello spettacolo in ogni teatro modenese da parte dei lavoratori (ieri sera allo Storchi come nella clip allegata):
“Buonasera,
prima che il sipario si apra, come lavoratrici e lavoratori di Emilia Romagna Teatro, vi chiediamo un attimo di attenzione.
Questa serata e lo spettacolo che sta per andare in scena sono realizzati grazie all’impegno di molte persone che collaborano col teatro e ne sono dipendenti in ogni settore: tecnico, organizzativo, artistico, amministrativo.
Persone che amano il proprio lavoro e lo fanno con impegno per garantire la qualità del prodotto culturale che viene offerto al pubblico.
Cionondimeno i nostri contratti collettivi, scaduti da quasi 5 anni, non ci garantiscono quella retribuzione “proporzionata alla quantità e qualità del nostro lavoro e sufficiente ad assicurare a noi e alle nostre famiglie un’esistenza libera e dignitosa” prevista dall’articolo 36 della Costituzione.
È in corso una trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, ma gli aumenti salariali che ci hanno proposto non coprono nemmeno la metà dell’aumento del costo della vita di questi ultimi anni e questo, su dei salari già bassi, ci mette in una situazione molto difficile.
L’arte e lo spettacolo che fanno grande il nostro paese non sono tenuti nella giusta considerazione, in vent’anni vi è stata una progressiva riduzione del finanziamento pubblico al settore e noi siamo chiamati, di fatto, a compensare con le rinunce ai nostri diritti questo impoverimento.
Vogliamo quindi manifestarvi la nostra intenzione di lottare:
- per il rinnovo del contratto con salari giusti;
- per la dignità del nostro lavoro;
- per tutelare la nostra professione.
Difendere i nostri diritti significa difendere la qualità del prodotto culturale che vogliamo continuare ad offrirvi e difendere la vostra libertà di essere qui, a godere di questo tempo.
Continueremo a lavorare con impegno, ma siamo pronte e pronti alle azioni che si renderanno necessarie.
Insieme a noi si uniscono i lavoratori di Fondazione Teatro Comunale di Modena e di Ater Fondazione – Circuito Teatri Emilia Romagna, che ugualmente condividono il comunicato nei rispettivi luoghi di lavoro.
Grazie per la vostra attenzione e per il vostro sostegno“.
Modena, 27.3.26
Lettura comunicato sindacale al Teatro Storchi, 26.3.26

