ARRIVA LA MANOVRA, DIPENDENTI PUBBLICI NEL MIRINO!

18 Mag 2010 fp,

La manovra economica annunciata dal Governo per il 2011/2012, comincia con una stretta sui lavoratori pubblici, dal congelamento della produttività, al rinvio del rinnovo dei contratti, passando per il differimento della trattamento di fine rapporto, per finire con il blocco del turn over e la chiusura di due finestre per chi potrebbe andare in pensione nel 2011.

Insomma i sacrifici veri per ripianare il debito pubblico, dovranno farli ancora i pubblici dipendenti, dalla Scuola alla Sanità, agli Enti Locali, dai Ministeri alle Università, ecc………

Nonostante le promesse del Ministro Brunetta, per i rinnovi dei Contratti, le uniche risorse stanziate sono quelle che stanno pagando quell’elemosina chiamata Vacanza Contrattuale.
A questo punto l’unica certezza è che i salari, di fronte all’aumento del costo della vita, potranno soltanto retrocedere.

I cosiddetti tagli anticrisi, colpirebbero i lavoratori senza distinzione di merito, continuando nella sola logica della riduzione della spesa, senza pensare che tutto ciò rappresenta il modo più sicuro per soffocare l’economia del paese, rendendo più difficile la ripresa dei consumi.
Negli ultimi due anni il debito pubblico ha continuato a salire e oggi il Pil ha perso il 6,3%, , evidentemente gli aggiustamenti applicati fin qui, non sono risultati efficaci !?!
La mancanza di investimenti nel settore pubblico porterà certamente alla riduzione dei Servizi e quindi i cittadini non avranno alternativa, se non quella di rivolgersi al privato.

Il Ministro Tremonti quando parla del problema Grecia, afferma che i conti dell’Italia sono in sicurezza, ma allora per quale motivo tutta questa emergenza e perché si pensa ancora e quasi esclusivamente a nuovi condoni, cioè a premiare evasori e speculatori?
Possibile che l’unico modo di recuperare risorse sia accanirsi contro il lavoro pubblico? Dove sono i provvedimenti per l’occupazione, in preoccupante crescita anche nel settore pubblico, dove è finita la lotta all’evasione fiscale, unico vero rimedio contro la crisi e strumento indispensabile per rendere un po’ più giusta questa nostra società?

Questo scenario appare sempre più chiaro ma mentre la CGIL denuncia da tempo il progressivo degrado delle condizioni dei lavoratori, dei pensionati e del sistema di Welfare, con la conseguenza sciagurata della crescita delle disuguaglianze sociali, c’è chi si rende ancora disponibile a “collaborare” seguendo il Governo nella logica dei sacrifici.
Ridurre veramente i costi della politica, attraverso norme più severe contro la corruzione, per impedire che il malaffare distrugga quanto di buono c’è nella Pubblica Amministrazione, tassare le grandi fortune per ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni, son queste le cose concrete che farebbero bene al paese.

Per difendere il lavoro e liberare i Diritti, iscriviti alla CGIL.

FUNZIONE PUBBLICA CGIL

Modena, 17 maggio 2010

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