CARCERE SANT’ANNA MODENA, UNA SITUAZIONE SEMPRE PEGGIORE

28 Mar 2018 carcere sant'anna, fp,

A seguito delle varie denunce fatte dalla Funzione Pubblica Cgil in merito alle criticità della Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena, il Provveditore Regionale ha convocato il giorno 5 aprile a Bologna la rappresentanza della Cgil per rispondere alle interpellanze del Sindacato.
“Nella nota di denuncia – afferma Vincenzo Santoro della Fp/Cgil di Modena – la Fp/Cgil ha evidenziato tra l’altro la gravissima carenza di organico del personale preposto alla rieducazione e che ammonta a circa il 50% di quella prevista”.
Infatti a fronte di cinque educatori previsti oggi la presenza è limitata a 1 responsabile del settore e tre unità, di cui un’educatrice a giugno dovrebbe rientrare alla casa di reclusione di Castelfranco Emilia, dove sono presenti circa 100 reclusi.
In pratica dal mese di giugno, 2 educatori e il responsabile del settore dovranno seguire i programmi di riabilitazione degli oltre 470 detenuti, dei quali 95 di essi sono condannati per reati sessuali per i quali è previsto un particolare percorso rieducativo che di fatto diventerà quasi impossibile da realizzare.
“A Modena oggi di fatto si sta pagando lo scotto della confusione – continua Santoro – che si è ingenerata con le nuove classificazioni degli istituti penitenziari, visto che “Sant’Anna” non è solo una casa circondariale, ma è organizzata anche come casa di reclusione con situazioni carcerarie ben diverse che prevedono specifiche attività trattamentali che non possono assolutamente essere svolte oggi da sole tre unità e da giugno con un educatrice in meno”.
Inoltre al “Sant’Anna” si sta vanificando un importante progetto di recupero dei detenuti, unico in tutta la Regione Emilia Romagna, denominato “Ulisse” e che oggi è indirizzato al recupero di 45 detenuti e viene svolto in collaborazione con varie associazioni di volontariato.
Questo progetto attraverso lo svolgimento di attività lavorative è strutturato in modo da migliorare il recupero di numerose persone che hanno avuto problemi con la giustizia per reintrodurle nella società ed è finalizzato a sollecitare il senso di responsabilità dei detenuti per evitare la reiterazione dei reati.
La mancata assegnazione di personale preposto alla riabilitazione, a cui si aggiungono l’assenza di un Direttore titolare dell’istituto di reclusione, e la grave carenza di personale amministrativo, nonché di agenti di Polizia Penitenziaria, “sono l’ennesima dimostrazione – conclude il sindacalista della Fp/Cgil – di quanto poco sia tenuta in considerazione la situazione modenese e la sua comunità da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria”.

 

Modena, 28 marzo 2018

image_print

Articoli correlati

20 Feb 2026 fiom

GOLDONI KEESTRACK CARPI, LUNEDI’ 23 FEBBRAIO SCIOPERO CON PRESIDIO DAVANTI AI CANCELLI. INACCETTABILE IL SILENZIO, CHE SI PROTRAE DA MESI, SUL SUBENTRO DI UNA NUOVA PROPRIETA’ TURCA

Sciopero di 2 ore (dalle 10.30 alle 12.30) lunedì 23 febbraio con presidio davanti ai cancelli della Goldoni Keestrack a […]

20 Feb 2026 edizione 2026

SPI MO’-OPEN GIL, EDIZIONE 2026

Spi Mo’–Open Cgil è la rubrica televisiva voluta dal sindacato pensionati Spi Cgil e dalla Cgil di Modena per promuovere […]

17 Feb 2026 bando

NUOVO BANDO A MODENA PER IL CAFFÈ CONCERTO: OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO, MA ATTENZIONE ANCHE ALLE CONDIZIONI DI LAVORO

Il sindacato Filcams Cgil ha appreso, attraverso la stampa, che la società che gestiva il noto Caffè Concerto in centro […]