CGIL: ARBITRARIA GESTIONE DELL'EMERGENZA. URGENTE PROROGARE IL DECRETO SUI PERMESSI TEMPORANEI

27 Apr 2011

 

CGIL: ARBITRARIA GESTIONE DELL’EMERGENZA.

URGENTE PROROGARE IL DECRETO SUI PERMESSI TEMPORANEI

Il Governo continua a gestire in modo confuso e contraddittorio la fase dell’emergenza immigrazione che non è affatto finita”, per questo “si rende necessaria una proroga dei tempi di validità dei permessi di soggiorno”. Ne è convinto Piero Soldini, responsabile immigrazione della CGIL nazionale, secondo il quale il limite evidente del decreto sui permessi temporanei risiede nel fatto che è limitato alla mezzanotte del 5 aprile. Tutti gli immigrati che sono arrivati in Italia dalla Tunisia o dalla Libia dopo il 5 e che continueranno ad arrivare ancora, sono destinati al rimpatrio coatto.

“Il Governo – spiega Soldini – oltre a prorogare il decreto, deve anche stabilire delle linee guida per la gestione dell’emergenza”. Il sindacalista fa sapere come si è avuto notizia di fogli scritti a mano dalle Questure con cui non solo si invitano gli immigrati a recarsi in Francia, ma si chiede anche all’immigrato di turno, se ha i soldi per viaggiare verso le sue destinazioni. “Siamo insomma – denuncia Soldini – alla confusione e all’arbitrio più totali e non ci risultano circolari o linee guida ufficiali del Ministero dell’Interno. Tutto – prosegue – è lasciato al caso e all’iniziativa dei singoli Questori”.

Secondo la CGIL, per facilitare la gestione dell’emergenza, spiega Soldini “bisognerebbe fare come nel caso del Kossovo nel 1999 quando si permise ai profughi di viaggiare gratis una volta in possesso del permesso di soggiorno”. Ma la CGIL, questa volta in modo unitario con gli altri sindacati, chiede anche all’Europa di intervenire applicando la direttiva n.55 del 2001. Su questo punto CGIL, CISL e UIL hanno scritto una lettera al Segretario Generale della CES. “L’Europa – conclude Soldini – deve dunque intervenire e soprattutto deve produrre una nuova legislazione sull’immigrazione adeguata alla nuova situazione che si è determinata”. (Fonte: Cgil nazionale, 22 aprile 2011)

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