CGIL E FILCAMS: LETTERA APERTA AI SOCI COOP ESTENSE SU PROGETTO DI FUSIONE COOP ESTENSE-ADRIATICA-CONSUMATORI NORDEST

11 Set 2015 coop estense, filcams,

Modena, 11 settembre 2015
Si stanno svolgendo in questi giorni le assemblee dei soci di Coop Estense per discutere e approvare  il progetto di fusione tra  Coop Estense, Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest, attraverso la costituzione di una nuova Cooperativa: “Coop Alleanza 3.0“. Il progetto di fusione, deliberato nei mesi scorsi dai rispettivi Consigli di amministrazione, porterà alla nascita di una cooperativa di oltre 2.700.000 soci, con un fatturato di quasi 5 miliardi, con 334 punti vendita (tra cui 45 Ipermercati) e oltre 22.000 dipendenti.

Si tratta di una operazione complessa, che non si limiterà alla rete dei negozi ma che riguarderà anche la partecipazione delle tre Coop nei settori: finanziario e assicurativo, comunicazione, turismo, librerie.

Come CGIL abbiamo detto da subito che questa operazione, coraggiosa e da supportare, può rappresentare una grande opportunità, non solo per migliorare redditività e capacità di stare sul mercato, dopo stagioni complesse sul piano dei consumi, ma soprattutto come occasione per riaffermare e consolidare i valori e la missione della cooperazione.
Questo, proprio nel momento più complesso del dopoguerra per il mondo della cooperazione italiana. Un mondo piegato da una crisi che ha impoverito intere filiere, come accaduto nell’edilizia, ma anche dagli scandali che hanno coinvolto importanti imprese cooperative.
Può essere una importante occasione per recuperare e rafforzare la distintività mutualistica e solidale, per rispondere meglio ai bisogni dei soci e delle loro famiglie; per rendere centrale nelle scelte future la qualità del lavoro, la tutela dei lavoratori, la valorizzazione del loro sapere.

Soci e dipendenti devono, non solo conoscere, ma contribuire concretamente alla costruzione dei contenuti del progetto: se la partecipazione formale è garantita, quella reale può non esserlo.
Ci sono questioni che non possono essere patrimonio solo dei gruppi dirigenti.
Ad esempio, concretamente, come si preserva e si rafforza nelle grandissime dimensioni di “Alleanza 3.0”, il legame stretto con il territorio, che è stato una caratteristica storica delle   cooperative di consumo? E poi, come si costruiscono luoghi e strumenti di partecipazione diffusa e concreta in quella che diventerà la più grande cooperativa italiana?

Per la CGIL è indispensabile che la nuova cooperativa abbia nel proprio DNA il radicamento nel territorio e la sua valorizzazione. Per il territorio modenese è un tema essenziale, visto il trasferimento della sede legale a Bologna.
Come sindacato crediamo che le future scelte strategiche di Alleanza 3.0 debbano portare alla creazione di una buona e maggiore occupazione, superando allo stesso tempo una condizione che vede da anni un progressivo quanto preoccupante calo di interesse dei lavoratori e delle lavoratrici allo stato della cooperativa.
Anche le relazioni sindacali, spesso problematiche, debbono essere ripensate. Crediamo che la strada sia quella del decentramento del confronto, della costruzione di un modello che valorizzi il territorio, i punti vendita, i delegati sindacali, i lavoratori.
In una cooperativa dove prevale largamente l’occupazione femminile, il tema della conciliazione dei tempi di vita e lavoro è centrale, come sempre più lo è quello delle condizioni di lavoro e della sua qualificazione. Anche la prevalenza di un modello di lavoro a tempo parziale, e conseguentemente di un reddito parziale, è tema che deve essere affrontato.
Crediamo che per raggiungere questi obiettivi il rapporto costruttivo tra cooperativa, sindacato e  RSU sia indispensabile, provando a superare le asprezze e le divisioni di questi anni. A questo cambiamento potrebbe essere utile il limite temporale finalmente introdotto nel mandato dei gruppi dirigenti della nuova cooperativa.
Le innovazioni e i cambiamenti, purché siano affrontati attraverso la partecipazione reale ed attiva di soci e lavoratori, non spaventano la CGIL di Modena, ma devono diventare protagonisti in “Alleanza 3.0” molto di più di quanto accade oggi.


Maurizio Guidotto, segreteria Filcams Cgil  Modena
Manuela Gozzi, segreteria Cgil Modena

image_print

Articoli correlati

02 Apr 2026 camera dei deputati

INDIGNAZIONE CGIL PER LE SANZIONI AI DEPUTATI CHE HANNO OSTACOLATO LA CONFERENZA STAMPA AI MOVIMENTI NEOFASCISTI PRESSO LA CAMERA DEI DEPUTATI

La Cgil di Modena esprime profonda indignazione per la decisione di sanzionare 32 parlamentari dell’opposizione che il 30 gennaio scorso […]

02 Apr 2026 cgil informa

CHIUSURA DELLE SEDI CGIL IN PROVINCIA DI MODENA IN OCCASIONE DELLE FESTIVITÀ PASQUALI

In occasione delle feste di Pasqua informiamo che nelle giornatesabato 4, domenica 5, lunedì 6 aprile 2026tutte le Camere del […]

02 Apr 2026 ccnl

FLC CGIL MODENA: FIRMA CCNL ISTRUZIONE-RICERCA 2025/27 È UNA BOCCATA D’OSSIGENO PER 14.000 LAVORATRICI E LAVORATORI SUL NOSTRO TERRITORIO

La Flc Cgil firma il rinnovo del Contratto nazionale Istruzione-Ricerca 2025-27, dei cui effetti, sul nostro territorio, beneficeranno circa 14.000 […]