CGIL SU RICHIESTA RINVIO A GIUDIZIO VICENDA SAFI / BIANCHINI

22 Giu 2018 aemilia, cgil, emilia romagna, fillea, processo aemilia,

La notizia, apparsa oggi su alcuni quotidiani della richiesta di rinvio a giudizio, da parte della DDA, di 11 persone (tra queste diversi ruoli, anche apicali, della Pubblica Amministrazione modenese), indagate in relazione alla vicenda Safi/Bianchini, conferma – al netto di quanto definitivamente accerterà la Magistratura – le gravi preoccupazioni espresse a suo tempo dalla Cgil.

E’ infatti da molto tempo agli atti del processo Aemilia l’esposto alla Procura della Repubblica di Modena, depositato il 24 luglio 2013 dalla Camera del Lavoro e dalla Fillea-Cgil di Modena, con il quale si chiedeva alla Procura di accertare la esatta natura dell’agenzia Safi Service e la legittimità delle azioni millantate o effettivamente messe in atto da tale agenzia, rivolte alla Prefettura di Modena al fine di ottenere la reiscrizione alla White List della ditta Bianchini ed altre aziende escluse.
Eravamo nella fase iniziale della ricostruzione post terremoto. L’azione messa in campo dalle Organizzazioni Sindacali aveva consentito di difendere la legalità della ricostruzione, innanzitutto con la stipula del specifico Protocollo del giugno 2012, e con diversi altrettanto importanti atti successivi. Si volevano evitare gli errori commessi in altre precedenti vicende di ricostruzione dopo gravi calamità naturali. Soprattutto, vi era la esatta consapevolezza che la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, della loro condizione, non poteva essere separata da una lotta per la piena legalità.

Viceversa, i tentativi di esercitare pressioni da parte di alcune associazioni d’impresa e di una certa politica – tra questi si distinse il Sen. Giovanardi, con diverse prese di posizione pubbliche (anch’egli risulterebbe indagato in relazione alla vicenda Safi/Bianchini) – furono innumerevoli.
Si tentò di mettere in contrapposizione la difesa dei posti di lavoro all’interno delle aziende escluse dalle White List, con il complesso di norme a presidio della legalità. Ciò attraverso continue richieste, anche sul piano pubblico, di allentare i vincoli messi in campo, che avevano viceversa l’obiettivo di garantire una ricostruzione non preda dell’azione della criminalità organizzata e di tutti coloro che intendevano porsi al di fuori della legalità, mettendo le mani su considerevoli risorse pubbliche.

Il sindacato, la Cgil, condusse una battaglia estenuante che – lo possiamo dire con certezza – è stata vinta, anche contro tutti coloro che, per ragioni strumentali o obiettivi di “tutela a prescindere” delle aziende oggetto dei provvedimenti Prefettizi, si erano collocati in contrapposizione ad un sistema di regole ferme nel principio della legalità.
Oggi, queste richieste di rinvio a giudizio – lo ripetiamo, al netto della effettiva dimostrazione delle responsabilità ipotizzate – paiono proprio confermare la validità dell’azione intrapresa dalla Cgil.

CGIL EMILIA ROMAGNA
CAMERA DEL LAVORO DI MODENA
FILLEA CGIL ER E MODENA

Bologna, 22 giugno 2018

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