CLASSI PONTE

30 Set 2011

di Arturo Ghinelli

Oltre il ponte che è in mano nemica…”diceva il ritornello di una canzone partigiana, ripresa nel film “C’eravamo tanto amati”,e mi è tornata in mente quando ho sentito che la Lega ripropone le “classi ponte”. Per la precisione è la senatrice leghista Aderenti, che già nel 2008 aveva presentato un disegno di legge per istituire le “classi ponte”, che è tornata alla carica, presentando un nuovo disegno di legge dedicato, questa volta, solo agli adolescenti da inserire nelle scuole superiori.

Uno o due anni nei centri d’istruzione per adulti per “mettersi alla pari”. Così eviteranno frustrazioni”. Secondo il ddl, i minori che arrivano in Italia quando hanno più di 14 anni potrebbero iscriversi alle superiori solo se muniti di diploma. In caso contrario, dovranno sostenere prima l’esame di terza media, non da privatisti, ma saranno obbligati a frequentare i corsi diurni dei centri EDA. La senatrice ha insegnato 32 anni come maestra e perciò afferma che i genitori dei suoi alunni sono d’accordo con la sua proposta. Dispiace contraddire la collega. Io ho fatto leggere la sua proposta a dei miei ex alunni e loro ne danno un giudizio pessimo. ”Uno a 17 anni lo metti con dei quattordicenni e pensi che voglia continuare? Secondo me finisce lì!” Non si integra se lo tieni in disparte per due anni e non impara neanche meglio l’italiano visto che starebbe in una classe composta solo da stranieri. In questo modo l’unica cosa assicurata sarebbe l’abbandono della scuola e magari la formazione di una banda di adolescenti stranieri arrabbiatissimi per essere stati discriminati. Quando Don Milani diceva che è ingiusto far parti uguali fra disuguali, intendeva dire che chi ha di meno dovrebbe avere di più, non di meno. L’integrazione con i coetanei è la premessa indispensabile, ma è solo la premessa a cui bisognerebbe aggiungere corsi di recupero tenuti da insegnanti competenti ,il sostegno di un tutor , che può anche essere un compagno di classe, che segue il ragazzo nelle attività scolastiche compiti compresi, l’intervento di un mediatore linguistico culturale.. ….L’obiettivo è una scuola inclusiva non emarginante come chiede la senatrice.

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