CNH MODENA (GRUPPO FIAT): TAGLI IN BUSTA PAGA PER MALATTIE BREVI

27 Mar 2013 cnh, fiom, gruppo fiat,

Modena, 27 marzo 2013

Gli effetti del contratto specifico di primo livello CCSL del Gruppo Fiat cominciano (purtroppo) a farsi sentire.

Dopo il primo caso alla Magneti Marelli di Crevalcore (Bologna), arrivano anche a Modena i tagli in busta paga per le cosiddette malattie brevi.

Diverse decine di lavoratori dello stabilimento Cnh di Modena sito in via Pico della Mirandola stanno ricevendo in questi giorni dal responsabile del personale, le lettere di avviso che le buste paga di febbraio saranno decurtate causa i periodi di malattie brevi che vanno da uno a cinque giorni negli ultimi 12 mesi.

Nelle lettere date ai lavoratori si recepisce il CCSL firmato il 29.12.2010 dai sindacati Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri e Capi, ma non dalla Fiom, in cui si dice, all’art.24 capitolo assenteismo-versione B: “qualora a gennaio 2013 (…) il tasso di assenteismo medio per malattia riferito al secondo semestre 2012 non è sotto il 4% verrà applicata la disciplina B” del contratto stesso, che prevede la decurtazione dei primi 2 giorni di malattia per periodi di malattie brevi, sino a 5 giorni, che precedono o seguono festività o ferie o il giorno di riposo settimanale.

“Stimiamo che il taglio possa andare dai 60 euro a qualche centinaia di euro a seconda dei periodi di assenza, dei livelli di inquadramento e turni di lavoro” spiega Fernando Siena della Fiom/Cgil. Un danno significativo se si tiene conto dei salari medi dei lavoratori che si aggirano intorno ai 1.300-1.400 euro mensili.

“Si tratta di un vero e proprio attacco ai diritti dei lavoratori ammalati – continua Siena – si perde una conquista storica, il diritto alla retribuzione dei primi 3 giorni di malattia appunto, e si spingono i lavoratori (per non perdere salario) ad andare al lavoro anche se ammalati, o paradossalmente ad allungare i periodi di malattia stessa di almeno 6 giorni”.

Le decurtazioni applicate dalla nuova “commissione-assenteismo” istituita per la prima volta dal nuovo contratto del Gruppo Fiat, senza che i sindacati firmatari di questo contratto abbiano fatto alcuna assemblea sindacale ai lavoratori.

E’ assurdo che siano proprio i rappresentanti sindacali a sindacali a penalizzare i loro colleghi di lavoro.

Le Rsu Fiom/Cgil di Cnh chiedono perciò di indire al più presto assemblee informative di confronto sulle misure applicate.

E’ inaccettabile che si decurtino salari, già di per sé modesti, quando l’Ad Marchionne di Fiat-Chrisler ha ottenuto per il 2012 un aumento di stipendio del 50%, ovvero 7,4 milioni di euro rispetto ai 5 milioni del 2011.

La Fiom/Cgil denuncia questo grave attacco ai diritti dei lavoratori e che queste penalizzazioni potranno essere applicate anche ai lavoratori di Cnh San Matteo, Ferrari e Maserati qualora si superi il 4% di assenteismo medio del secondo semestre 2012 in ogni stabilimento.

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